F1, la FIA punta ai materiali sostenibili per le monoposto entro il 2034

Nov 5, 2026

Rosario Giuliana, Luca Ruocco

La sostenibilità è destinata a diventare uno dei principali terreni di sviluppo tecnologico della Formula 1, non soltanto per quanto riguarda i carburanti e le power unit, ma anche nella costruzione delle monoposto. La FIA sta infatti spingendo verso un progressivo impiego di materiali ecosostenibili, con l’obiettivo di introdurre requisiti più stringenti nei prossimi cicli regolamentari.
Secondo le informazioni raccolte, la Federazione starebbe valutando un percorso che potrebbe portare, indicativamente entro il 2034, all’introduzione di prescrizioni specifiche sull’utilizzo di materiali sostenibili per la realizzazione di determinati componenti delle vetture. Una transizione che difficilmente dovrebbe concretizzarsi già nel 2030, ma sulla quale i team hanno iniziato a lavorare con largo anticipo.

Racing Bulls, un materiale alternativo tra floor edge e diffusore

Un esempio interessante arriva dalla Racing Bulls, che ad Austin ha introdotto una particolare soluzione costruttiva nella zona posteriore del fondo della propria monoposto. L’aggiornamento introdotto dalla squadra di Faenza nel Gran Premio degli Stati Uniti interessava il floor edge e la rampa superiore del diffusore, dove era riconoscibile una particolare colorazione chiara, tendente al verde, differente da quella del tradizionale composito in fibra di carbonio.

In queste zone il team di Faenza avrebbe sperimentato un materiale composito alternativo, per la prima volta in quell’area, riconducibile chiaramente alla famiglia dei materiali sostenibili già contemplati dal regolamento tecnico FIA.

Chiaramente non è mai una scelta legata esclusivamente ed unicamente a considerazioni ambientali, ma anche alla ricerca di determinate proprietà meccaniche, soprattutto in termini di rigidezza e comportamento sotto carico. La combinazione tra le proprietà del materiale, la disposizione dei laminati e la posizione dei supporti può influenzare la risposta elastica della struttura, un aspetto particolarmente importante in una regione aerodinamicamente sensibile come quella del diffusore.

Cosa dice il regolamento FIA sui materiali sostenibili

L’impiego di compositi alternativi è già contemplato dall’attuale quadro normativo. L’articolo C15.2.3 del regolamento tecnico FIA 2026, dedicato ai Permitted Polymer Composite Materials, individua sia le matrici polimeriche sia i materiali di rinforzo utilizzabili.

Al punto C15.2.3(b)(vii) viene riportato esplicitamente: “Organic Fibres limited to; flax, hemp, linen, cotton, bamboo.” Sono quindi ammesse fibre organiche come lino, canapa, cotone e bambù. Una possibilità interessante soprattutto per le caratteristiche meccaniche che questi materiali possono offrire in determinate applicazioni.

Il punto C15.2.3(a)(vii) consente l’impiego di resine termoindurenti non derivate da prodotti petrolchimici, subordinandole tuttavia all’approvazione della FIA. Non si tratta di una novità introdotta esclusivamente per il 2026, mentre per il  regolamento tecnico 2027 conserva entrambe le disposizioni nell’articolo C15.2.3.

La FIA ha quindi già previsto un quadro normativo che permette ai costruttori di esplorare determinate alternative ai compositi convenzionali, prima ancora di introdurre eventuali obblighi relativi alla sostenibilità dei materiali.

Credit: Tomasz Mroz

Il lavoro fatto sui carburanti era solo il primo passo verso una F1 “green”

Una direzione coerente con quanto avvenuto sul fronte delle power unit. Dal 2026, infatti, la Formula 1 ha introdotto carburanti sostenibili avanzati. Dopo la transizione dei carburanti, il passo successivo potrebbe dunque interessare direttamente i materiali impiegati nella costruzione delle vetture.

I team stanno già approfondendo questo settore attraverso attività di ricerca e collaborazioni con aziende specializzate, cercando di individuare compositi capaci di offrire caratteristiche prestazionali differenti rispetto alle soluzioni tradizionali. La ricerca non riguarda soltanto rigidezza e resistenza meccanica, ma anche il comportamento termico. Un precedente è arrivato da Mercedes, che nel 2025 aveva sperimentato sulla W16 un composito con resina parzialmente bio-based nelle protezioni dei condotti dei freni posteriori.

I team stanno già dialogando con aziende e fornitori specializzati, cercando di individuare vantaggi che vadano oltre la sola riduzione dell’impatto ambientale.

 

Possibili cavilli sul regolamento finanziario

C’è poi un ulteriore elemento che contribuisce a rendere interessante questa evoluzione: il regolamento finanziario. L’articolo D5.1.1(x) della Section D del regolamento attuale stabilisce, tra le esclusioni dal calcolo dei costi rilevanti ai fini del budget cap tutte le iniziative relativamente alla sostenibilità (testuale).

La definizione di Sustainability Initiative Costs, contenuta nella sezione delle definizioni del regolamento, comprende specifiche attività legate agli obiettivi ambientali, al monitoraggio delle emissioni, alle certificazioni e agli investimenti nella transizione energetica. È tuttavia necessario distinguere queste iniziative dalla ricerca finalizzata direttamente allo sviluppo della monoposto.

Il successivo articolo D6.1.1(c)(i) stabilisce infatti che: “All costs in respect of Research and Development for F1 Team’s F1 Activities must be included in Relevant Costs” La disposizione prevede quindi che i costi di ricerca e sviluppo riconducibili alle attività F1 siano inclusi nei costi rilevanti, nell’esercizio in cui vengono sostenuti.

Il regolamento contempla comunque ulteriori distinzioni. L’articolo D5.1.1(h) disciplina l’esclusione dei costi relativi alle attività non-F1, mentre sono previste disposizioni specifiche per i progetti formalmente riconosciuti dalla FIA attraverso una Determination della Cost Cap Administration. Per le squadre diventa quindi importante non soltanto comprendere quali tecnologie possano offrire vantaggi, ma anche come strutturare correttamente le attività di ricerca, le collaborazioni con i fornitori e gli eventuali progetti di sostenibilità nel rispetto del regolamento finanziario.

Non esiste, allo stato attuale, un’esenzione automatica dal budget cap per lo sviluppo di componenti aerodinamici realizzati con materiali sostenibili. Tuttavia, alcune aree del regolamento restano comunque interpretabili e sempre oggetto di confronto con gli uomini parigini. la presenza di categorie di spesa escluse e di attività sottoposte a regimi differenti rende questo settore particolarmente interessante anche dal punto di vista della pianificazione economica.

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