6 Cilindri – Quanti Sono 7 cavalli?

Giu 25, 2026

Luca Ruocco

Quanto può valere l’aggiornamento ADUO della Power Unit Ferrari?

In termini puramente numerici, AutoRacer ha già dato una risposta. Tra interventi al motore e una nuova specifica di benzina Shell, in Austria la Power Unit italiana dovrebbe ottenere un incremento di potenza quantificabile tra i 5 e i 7 cavalli.

Ma quale può essere il vero effetto di questi cavalli? Come possono trasformarsi in uno strumento capace di esaltare ulteriormente la SF-26?

Proviamo a dare una risposta in questo nuovo appuntamento con 6 Cilindri.

BENZINA E COMPONENTI: QUANTO VALGONO DAVVERO GLI AGGIORNAMENTI?

Le parole di Enrico Gualtieri nella preview del weekend di Spielberg hanno confermato la natura del primo aggiornamento ADUO per la Power Unit Ferrari.

Gualtieri Ferrari

La terza unità, che verrà montata in Stiria sulle monoposto di Hamilton e Leclerc, presenterà modifiche che traslano sui motori 2026 una piccola parte dell’enorme lavoro di sviluppo (o meglio, rivoluzione) destinato alla specifica 2027.

Accanto a queste modifiche, verrà introdotta una nuova specifica di biocarburante Shell.

Attenzione, però: nel 2026, il regolamento tecnico impone precisi limiti nella formulazione del carburante. Anche e soprattutto in termini di Potere Calorifico Inferiore, ossia la quantità di energia contenuta in ogni chilogrammo di benzina.

Questi limiti sono espressi in un range che, unito al lavoro del flussometro, impone un tetto al flusso di energia chimica che entra nel motore. In soldoni, maggiore è la densità energetica della benzina, minori saranno le gocce di carburante che il motore ingurgita ogni secondo. E viceversa.

Non può esistere, quindi, una specifica aggiornata di biofuel che aumenta di per sé i cavalli espressi dal motore. Ogni singolo carburante 2026 omologato dalla FIA, una volta passato dal flussometro, fornisce lo stesso pacchetto di energia ad ogni motore (3000 MJ/h sopra i 10.500 giri al minuto, NdA). Quello che può cambiare, in una nuova formulazione, sono le caratteristiche chimiche e fisiche che determinano diversi parametri del processo di combustione – come, ad esempio, le capacità antidetonanti, anch’esse limitate dal regolamento entro un range -.

I sette cavalli ottenibili dal nuovo V6, perciò, richiamano a un concetto più che fondamentale nelle Power Unit 2026. L’efficienza.

Se il nuovo carburante non può immettere più energia nel motore, l’unico modo di ottenere più spinta una volta bruciata la benzina stessa, è aumentare l’efficienza del processo di combustione.

Da questo concetto, non si scappa, ed è un concetto ben più importante – curiosità a parte – dello scoprire quali siano le nuove caratteristiche del blend Shell o i singoli componenti modificati nel V6 emiliano, siano essi in camera di combustione, nel pistone o nel sistema di alimentazione (puri esempi senza riferimenti nascosti, NdA).

Un concetto in generale importante, ma fondamentale in questa stagione. L’abbiamo ormai capito dopo la pubblicazione delle gerarchie ADUO. Il motore più potente non è necessariamente il migliore, come dimostrato dalla contrapposizione tra il motore RBPT-Ford e quello Mercedes.

Per questo motivo, la valutazione del primo pacchetto ADUO Ferrari dovrà andare ben oltre la crescita della potenza massima. Una crescita auspicabile e imprescindibile, non fraintendiamoci. A tendere, l’obiettivo di Maranello dovrà essere quello di portare in pista il motore globalmente più potente e più efficiente, in tutte le condizioni.

Ma a Spielberg, nei limiti di un aggiornamento dalla portata limitata, il vero guadagno potrebbe andare molto oltre i 5-7 cavalli previsti.

IL DECIMO DI GUADAGNO? SE ARRIVA NEI POSTI GIUSTI…

Per capire meglio l’ultima frase, occorre prendere a riferimento tre delle ultime quattro qualifiche. Analizzando i giri del Q3 di Miami, Montreal e Barcellona – escludiamo Monaco perché poco rappresentativa del fenomeno – si scopre una realtà decisamente inquietante per la Power Unit Ferrari, per quanto ormai accettata da tutti.

In Florida, tra l’ultima curva e il traguardo, Leclerc paga 0.120s da Antonelli. In Canada, Hamilton perde 0.140s da Russell tra l’uscita della chicane e il traguardo, dove transita 9 km/h meno veloce della Mercedes. A Barcellona, Lewis perde la Pole Position e circa 0.120s tra curva 13 e il traguardo, dove transita 10 km/h più lento della Mercedes.

Sono tutte situazioni nelle quali il deficit dell’unità italiana viene mostrato in maniera quantomai spietata.

Sappiamo che, nel 2026, un motore meno efficiente non vuole solamente dire maggiori consumi o minore potenza espressa. Vuol dire anche e soprattutto una peggiore gestione della ricarica elettrica. Meno spinge il motore, più l’MGU-K dovrà essere spremuto per compensare i cavalli mancanti; meno è efficiente il V6, meno efficace sarà il suo lavoro di generatore elettrico nelle fasi di SuperClipping, da soppiantare magari con un Lift&Coast marcato e deleterio, per il tempo sul giro e per il feeling del pilota in frenata, dove si arriva senza i classici riferimenti da ‘staccatona’.

Insomma, ormai abbiamo tutti capito l’antifona: avere un V6 poco potente e poco efficiente equivale a una coperta corta per l’intera Power Unit.

Per quanto piccolo, quindi, l’aggiornamento ADUO del motore Ferrari potrebbe avere effetti importantissimi sul cronometro. I sette cavalli in più equivalgono a circa un quinto del distacco pagato da RBPT-Ford. Il V6 italiano rimarrebbe comunque molto distante dal miglior riferimento.

Il discorso cambia, però, se i motoristi di Maranello saranno stati capaci di trasformare quei pochi cavalli in più in un piccolo ma utile strumento nelle mani di Hamilton e Leclerc. Spesso, un aggiornamento aerodinamico che sulla carta vale un decimo, può arrivare a raddoppiare il suo effetto se aumenta la fiducia del pilota nella monoposto.

Allo stesso modo, un piccolo aumento di cavalli, nelle Power Unit 2026 può rivelarsi un alleato che permette di ridurre gli affanni da gestione elettrica. Non possiamo sapere se il primo intervento ADUO basterà a ridurre il LiCo ed eliminare completamente le siccità energetiche a fine tornata in Q3. Lo scopriremo solo in Austria. Ma se così fosse, il decimo di guadagno stimato potrebbe trasformarsi anche in qualcosa di più.

In fondo, le Power Unit sono un concerto di termico ed elettrico. Se migliori una parte, a cascata l’altra ne beneficia: troppo spesso lo dimentichiamo. Finora, ce l’ha sempre ricordato Mercedes: toccherà a Ferrari, tra le montagne della Stiria?

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