Binotto: il bilancio Audi, la vittoria di Kimi e il parallelo con Ferrari “Da tifoso si mastica sempre amaro, ma so che c’è voglia di vincere”

Nov 6, 2026

Paolo D’Alessandro

Parlando subito dopo la fine della seconda sessione di prove libere, Mattia Binotto fa il punto sul percorso di crescita dell’Audi in Formula 1, una sorta di bilancio di questa prima stagione, non solo del weekend del Brasile, ma di tutto il campionato. Il Venerdì non è stato pulito, a causa di un problema che ha fermato prima Freddie Slater e poi tenuto fuori Nico Hulkenberg tra prima e seconda sessione, ma i riscontri di Gabriel Bortoleto sono stati incoraggianti. All’ex Team Principal della Ferrari, ai microfoni di Sky Sport, è stato chiesto anche un parere sulle vicende strettamente italiane: la vittoria di Antonelli e la situazione in casa Ferrari.

Bortoleto convince, Hulkenberg fermato dai problemi “Buon inizio, Audi non teme la pioggia”

Mattia Binotto ha fatto un bilancio complessivo della giornata di lavoro in casa Audi, che mai come in questo caso è a due facce. «Dal lato Bortoleto è andata molto bene, dall’altro un po’ meno. Ci sono ancora problemi, peccato, perché per Nico stamattina era importante. Aveva già avuto problemi in Messico e non era riuscito a girare: è un’altra occasione persa. Nico ha perso tutta la sessione e domani le condizioni potrebbero essere instabili, magari con la pioggia. Gli abbiamo reso il weekend più difficile»

Nonostante le difficoltà, il quadro complessivo della vettura lascia spazio all’ottimismo. «Dal lato Bortoleto è andata bene e la macchina sta girando bene. Penso che possiamo giocarcela con gli altri nostri avversari in questo fine settimana. L’ultima volta sul bagnato la nostra macchina si è comportata bene. Penso che a livello di telaio abbiamo un buon carico aerodinamico e la pioggia non ci spaventa. Poi verrà o non verrà: credo che si tratti sempre di massimizzare le opportunità che avremo».

Audi, più della classifica conta la crescita della squadra, con il 2030 come data cardine

Per Binotto, in questa fase del progetto Audi, il valore del lavoro svolto non può essere misurato soltanto attraverso i punti conquistati o le posizioni in classifica.  Il responsabile del progetto sottolinea infatti soprattutto l’atteggiamento e il lavoro di sviluppo portato avanti durante la stagione, nel confronto con i rivali. «Più che guardare i risultati, i punti e le posizioni, bisogna osservare l’attitudine della squadra e come la stiamo costruendo in questa fase. Stiamo più seminando che lottando per punti importanti. Vedo però una squadra che sta crescendo nella mentalità e nel modo di lavorare. Gli sviluppi che portiamo funzionano, abbiamo tenuto il passo e, semmai, abbiamo anche guadagnato qualcosa sui nostri avversari. Questo ci fa capire che siamo nella direzione giusta e che stiamo compiendo i passi giusti. Guardiamo avanti con fiducia, sapendo che la sfida è sempre alta e che la montagna da scalare è ancora tanta».

La crescita dell’Audi è legata a una visione di lungo periodo. Binotto ribadisce che il progetto ha fissato nel 2030 il proprio obiettivo, pur mantenendo la speranza di compiere un primo significativo salto in avanti già nel 2028. «Quello che diciamo sempre al nostro interno è che l’obiettivo lo abbiamo posto al 2030. Il sogno si può sempre sognare e nel 2028 la nostra speranza è di fare un primo balzo in avanti. Però sappiamo quanto tempo serve in Formula 1 per diventare veramente competitivi: lo hanno dimostrato tutti gli altri team. Da un lato c’è la speranza e il sogno, dall’altro credo che dobbiamo mantenere i piedi per terra ed essere consapevoli che serve pazienza».

Il rapporto tra esperienza e talento rappresenta uno degli elementi su cui Audi può costruire il proprio futuro. «Tanto spesso si dice che abbiamo una coppia di piloti, uno vecchio e l’altro giovane. A me piace definirli due piloti veloci. Credo che abbiamo due piloti entrambi molto veloci: uno con più esperienza e l’altro con tanto potenziale. Penso sia una bella coppia».

Antonelli campione, l’orgoglio italiano e il legame con Ferrari

Nel corso dell’intervista, a Binotto è stato chiesto anche un pensiero sulla recente vittoria del titolo mondiale di Kimi Antonelli. «Intanto complimenti a chi ha fatto una stagione incredibile. Credo che abbia sorpreso un po’ tutti in questa sua seconda stagione rispetto alla prima. Ha guidato bene, è stato consistente e veloce, maturo quando serviva, ha commesso pochi errori e ha sempre portato a casa i risultati. Come italiani dobbiamo essere orgogliosi: ogni italiano che vince così giovane il Mondiale è qualcosa di straordinario».

La soddisfazione per il risultato di Antonelli si intreccia però con il sentimento dei tifosi Ferrari, «Adesso la vedo un po’ dall’esterno, addirittura dalla Svizzera. Credo che in Italia ci sia sempre questa divisione tra Ferrari e Kimi. Tutti sono molto contenti per Kimi, io per primo, ma da tifoso Ferrari c’è sempre qualcosa che si mastica un po’ amaro. Credo che non tutti possano gioire fino in fondo finché la Ferrari non vince».

Proprio sulla situazione attuale della Ferrari, Binotto mantiene un approccio prudente, ma è stato inevitabilmente interpellato su quanto successo di recente tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc. «Onestamente è difficile per me giudicare. Non le sento tutte e non sono dentro la squadra. Credo che in Ferrari siano tutti capaci di gestire la situazione. Da esterno conosco tantissimi ragazzi che ci lavorano. So quanto impegno ci mettono, so che hanno voglia di vincere e che stanno dando tutto. Spero per loro che prima o poi questo traguardo arrivi, perché se lo meritano».

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