Aston Martin, dopo i rinnovi restano i problemi di Honda: “Perdiamo fino a 2 secondi di motore”

Ott 1, 2026

Luca Manacorda

In casa Aston Martin la visione del futuro appare solida e ben definita sul fronte piloti, grazie all’ufficializzazione dei rinnovi di contratto di Fernando Alonso e Lance Stroll, entrambi blindati per la stagione 2027 e oltre. La stabilità garantita dalla line-up, tuttavia, fa da contraltare a una situazione tecnica articolata e complessa che passa dal telaio per arrivare alla Power Unit Honda, al momento probabilmente il punto debole dell’intero – ambizioso – progetto della scuderia di Silverstone.

Trattative e retroscena tecnici: Honda ha già speso entrambe le concessioni ADUO

Alla vigilia del weekend di gara a Sepang, il presidente di Honda Racing Corporation, Koji Watanabe, ha fatto chiarezza su un dettaglio regolamentare e strategico rimasto finora riservato. Il costruttore giapponese ha infatti già esaurito entrambe le opportunità di sviluppo del motore concesse dall’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), pur avendone inizialmente prevista soltanto una nell’arco del campionato.

Se la prima specifica (Spec 2) era stata portata al debutto in Olanda alla ripresa della pausa estiva, la seconda è stata spesa a sorpresa soltanto due appuntamenti più tardi, in Spagna, montando un turbocompressore aggiornato sulla vettura di Stroll. Watanabe ha spiegato le motivazioni che hanno spinto la casa nipponica ad anticipare i tempi: “Sì, confermo che abbiamo utilizzato entrambe le opportunità a nostra disposizione. Abbiamo introdotto il primo aggiornamento ADUO in Olanda e poi abbiamo installato la Power Unit con il secondo step sulla macchina di Lance Stroll in Spagna. La Spec 2 portata ad Zandvoort aveva evidenziato alcuni problemi di guidabilità e di erogazione, motivo per cui ci siamo visti costretti a introdurre un turbo modificato subito dopo“.

L’ammissione del top manager giapponese conferma come il secondo intervento non sia stato dettato dalla ricerca di un incremento di pura potenza, bensì dalla necessità di risolvere i difetti e le anomalie emerse con la prima evoluzione.

Stroll senza filtri: “Paghiamo fino a due secondi di motore”

I correttivi apportati da Honda non sembrano tuttavia aver cambiato l’inerzia della stagione o alleggerito le difficoltà dei piloti in pista, come ben emerso sul lungo rettilineo del circuito di Baku. In conferenza stampa, Stroll è stato piuttosto sincero sulla situazione: “Non ho avvertito un gran cambiamento, a essere sinceri. Sappiamo benissimo di essere in grande difficoltà sul fronte del motore e che c’è un’enorme quantità di lavoro da fare. Su tracciati dove la potenza pura fa la differenza, come Baku o Monza, quando ti mancano fino a due secondi solo di propulsore c’è ben poco che tu possa fare dal punto di vista della guida o dell’assetto. A seconda delle caratteristiche del tracciato, la nostra carenza varia tra uno e due secondi ad ogni singolo weekend: al momento è questo il nostro vero punto debole“.

Il pilota canadese ci ha tenuto a tracciare una netta distinzione tra le responsabilità del telaio e le limitazioni imputabili alla Power Unit, difendendo il lavoro svolto dal reparto aerodinamico di Silverstone: “Sul lato della macchina siamo consapevoli di essere partiti in ritardo rispetto alla concorrenza nella comprensione dei nuovi regolamenti. Tuttavia, gli aggiornamenti portati a Budapest ci hanno fatto compiere un salto in avanti notevole. Ora abbiamo una direzione chiara su come generare carico aerodinamico e far funzionare il telaio. Honda sta spingendo al massimo delle proprie possibilità per estrarre più potenza, ma la vera grande incognita per il 2027 resta proprio il propulsore. Non potremo sapere dove saremo davvero fino alla prima gara del prossimo anno“.

Nonostante l’entità del ritardo, Stroll ha sottolineato come l’alleanza con Honda non sia in discussione: “In questo momento stiamo lavorando a stretto contatto per sistemare le cose. Ci sono diverse idee in cantiere per la prossima stagione e ci auguriamo di ritrovarci in una posizione decisamente migliore. Honda sta facendo tutto il possibile: il tempo ci dirà se il lavoro pagherà, ma il futuro di questa squadra resta brillante“.

L’analisi di Alonso: fiducia nel progetto e visione a lungo termine

Alonso, la cui estensione contrattuale dopo mesi di tentennamenti è stata presentata come un atto di fiducia verso il progetto di Aston Martin, vive la fase attuale con pragmatismo: “Quando si inizia un nuovo ciclo tecnico o si lavora con un partner motorista su concetti inediti, le difficoltà fanno parte del percorso. Il fatto che Honda stia identificando i propri limiti e provando soluzioni, anche a costo di rischiare, è un segnale di impegno totale. Sappiamo che per questa stagione i margini di recupero sul motore sono ridotti, ma ciò che conta davvero è la convergenza delle prestazioni in vista del 2027. La squadra ha costruito una galleria del vento all’avanguardia, le nuove strutture di Silverstone sono operative e il gruppo di lavoro si sta consolidando. La decisione di rinnovare si basa sulla certezza che tutti i tasselli stiano andando al posto giusto per permetterci di lottare ai vertici“.

Alonso

Alonso ha poi evidenziato come l’integrazione tra il telaio e l’unità di potenza richiederà inevitabilmente tempo per raggiungere la perfetta efficienza: “In Formula 1 non esistono formule magiche da un giorno all’altro. Abbiamo un piano di sviluppo solido per la vettura e sappiamo dove intervenire. Se Honda riuscirà a compiere il passo in avanti sperato con la nuova architettura della Power Unit, la base del nostro telaio ci consentirà di essere subito competitivi. Il progetto Aston Martin è a lungo termine ed è esattamente dove voglio essere“.

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