L’errore di Kimi Antonelli ha spianato la strada a George Russell per la conquista della sua quinta Pole Position stagionale, la prima in carriera in Azerbaijan. Come era stato anticipato nella giornata di ieri, con un limite di ricarica così alto la concorrenza non aveva nessuna possibilità di avvicinarsi alle Frecce d’Argento. Solo l’errore del leader del mondiale ha impedito alla squadra di Toto Wolff di monopolizzare la prima fila. Per l’italiano è tra le possibilità quella di partire dal fondo con una nuova Power Unit, proprio come a Monza. Il numero 63 è stato perfetto nella gestione delle Qualifiche: senza errori, e insieme al team trovando una scia ottimale nell’ultimo tentativo, ha spazzato via gli inseguitori con un ultimo giro brillante. La seconda posizione di Charles Leclerc aiuta a nascondere il distacco siderale rispetto alla vettura di riferimento: la SF-26 cambia faccia dal giovedì al venerdì ma, in continuità con le libere di ieri, non trova il grip sufficiente nel settore centrale. Gli unici che hanno trovato un livello di aderenza simile a Russell sono state le due Red Bull, ma Verstappen è stato rallentato da un problema alla batteria. Dall’altra parte, Hadjar e Verstappen hanno pagato (e pagheranno?) un importante dazio nei rettilinei, fattore che potrebbe rivelarsi molto penalizzante nei duelli con le altre vetture.
Ferrari ancora molto rigida come a Madrid. Cosa c’è dietro la scelta della track position di Hamilton?
Nell’analisi di ieri sulle pagine di Autoracer, è stato sottolineato come il limite di ricarica a 8.5MJ favorisce pesantemente chi ha una Power Unit che si può permettere di arrivare comodamente a quel limite. Non è un caso che, tra i top team, Mercedes e McLaren (separate da tre decimi complessivi nei rettilinei) siano state di gran lunga le vetture più performanti negli allunghi azeri. Pur correggendo il tiro dopo una prima giornata disastrosa, l’approccio Ferrari sembra aver favorito la scelta di una vettura più rigida di Mercedes per provare a limitare i danni nei rettilinei. I miglioramenti rispetto a ieri sono evidenti nei tratti guidati: il confronto con il miglior giro nelle seconde libere lo mette in luce e i dati rispetto agli altri top tra ieri e oggi confermano che Ferrari ha scelto un compromesso che privilegiasse una maggior aderenza a centro curva.

L’altro lato della medaglia è una perdita di prestazione nei rettilinei a causa di impostazioni meno rigide, ma complessivamente è stata trovata competitività nella notte. La differenza significativa di efficienza tra SF-26 e W17 non può permettere ai tecnici di Maranello di seguire la stessa direzione delle Frecce d’Argento. La gara di Monza ha mostrato come, su circuiti con lunghi rettilinei, saper difendere e attaccare nel corso della gara conta quasi quanto il passo puro della monoposto una volta spenti i semafori. Con buona probabilità, i duelli in pista metteranno in difficoltà Leclerc e Hamilton – soprattutto quando si lotterà con i motorizzati Mercedes – nonostante il tentativo di avere la monoposto più performante possibile negli allunghi.
Charles Leclerc è tornato in prima fila dopo diversi mesi (l’ultima volta a Silverstone) su un tracciato che tira sempre fuori il meglio di lui. Seppur non al livello di altri anni, il giro del monegasco è stato ottimo in un’annata in cui – complice la natura del regolamento e non solo – ha fatto molta più fatica del solito a concretizzare il giro secco. Con una macchina molto difficile nel guidato, insieme a Russell e le Red Bull è stato il migliore nel tratto della città vecchia. In generale, sulla prestazione dei piloti si può dire ben poco: entrambi i ferraristi hanno massimizzato il proprio potenziale in qualifica, e a giocare un ruolo importante nel mezzo secondo di distacco c’è stata la scia di Hamilton a favore di Leclerc.

Tra i due ci sono poco meno di due decimi di differenza in curva, nati principalmente nella prima metà del settore centrale, e il resto arriva nei rettilinei: la track position del sette volte campione del mondo ha contribuito ad un guadagno di più di tre decimi da parte del compagno, ma non è riuscito ad avere una scia per sè. “Arrivati in Q3, hanno cambiato strategia: invece di effettuare due tentativi, abbiamo aspettato. Dato che ero davanti a Charles, non avevo nessuno davanti a me”, ha ammesso. Questo weekend spettava a Hamilton la scelta dell’ordine di uscita, e la scelta è stata di uscire davanti al compagno. L’aspettativa era di avere più vetture sulla stessa strategia di Ferrari, ma i rivali hanno cambiato le carte in tavola una volta arrivati nella fase finale e questo è costato una posizione all’inglese.
Red Bull delude dopo un buon giovedì, l’efficienza Mercedes spazza via i rivali
L’impressione alla vigilia era che Red Bull e McLaren, per motivi diversi e in momenti diversi, avrebbero potuto impensierire Mercedes. La realtà è sotto gli occhi di tutti: l’efficienza della W17, unita alla Power Unit eccellente progettata a Brixworth, sono un’accoppiata imbattibile su circuiti come quello di Baku. In Azerbaijan, nessuno ha trovato un livello di grip simile a Mercedes: l’efficienza senza eguali ha permesso alla squadra di Toto Wolff di trovare un compromesso positivo per il settore centrale senza perdere il vantaggio sopra i 200 km/h. Questo sarà un vantaggio anche nel caso in cui qualcuno dovesse pensare di impensierire la posizione di Russell e la rimonta di Antonelli.

Dopo una prima giornata eccellente e una mattinata da protagonisti, Red Bull si è spenta nel momento cruciale delle qualifiche. Hadjar è stato autore di una buona qualifica al ritorno dall’infortunio ma non è bastata per stare davanti a Leclerc e Piastri, mentre Verstappen ha avuto a che fare con diversi problemi soprattutto in Q3. “Durante tutte le qualifiche il motore non ha funzionato bene. Rispetto al mio compagno di squadra, ero già mezzo secondo più lento sui rettilinei. E poi in Q3, quando volevo spingere nel secondo giro, improvvisamente la batteria non era più carica”, ha lamentato il quattro volte campione del mondo. Dopo aver abbandonato il giro per via della batteria scarica, l’olandese non ha più trovato la temperatura delle gomme e non è riuscito a migliorare il suo miglior tempo. È probabile che, con i giri necessari a disposizione, Verstappen sarebbe riuscito quantomeno a lottare per la prima fila. La gara di Red Bull sarà molto interessante da seguire: il compromesso scelto sembra privilegiare il grip nel settore centrale piuttosto che la velocità in rettilineo, e sarà importante capire se sarà possibile difendersi e sorpassare in pista.

La difficile giornata di giovedì aveva lasciato presagire delle difficoltà in casa McLaren e le qualifiche le hanno in parte confermate. Al contrario di Ferrari e Red Bull, la maggior parte del divario tra MCL40 e W17 nasce proprio nelle curve, dove le papaya si aspettavano di fare un ulteriore salto in avanti con il pacchetto azero. La superiorità Mercedes nasce principalmente da un’efficienza che pesa su Piastri e Norris più di chiunque altro nei top team, ma la Power Unit di Brixworth ha tenuto a galla la squadra di Andrea Stella. L’errore del campione del mondo in Q3 ha pesato sul risultato finale, ma nella sessione il compagno di box ha sempre dato l’impressione di avere qualche centesimo in più. Complessivamente, essere la squadra meno in difficoltà in rettilineo tra gli inseguitori darà a McLaren un vantaggio concreto nella gara di domani. Dare filo da torcere a Mercedes domani potrebbe essere fuori discussione, ma l’aspetto positivo è aver ricevuto segnali positivi dal pacchetto appena introdotto.



