WEC, Coletta (Ferrari) a Monza: “forse potevamo raccogliere di più, tanti compiti per l’inverno”

Nov 6, 2026

Matteo Pittaccio

A Monza Ferrari gioca in casa e, forte del sostegno del proprio pubblico, è spinta come non mai a chiudere al meglio sia la stagione WEC sia il primo capitolo della 499P, prossima a lasciare spazio all’evoluzione. In occasione della 6 ore abbiamo ascoltato Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance Cars e Corse Clienti, che ha tratto un primo bilancio sulla stagione e, al contempo, dei quattro anni dal ritorno di Ferrari nella classe regina del WEC.

 Come giudichi la stagione 2026 rispetto a quella precedente?

“Dopo il 2026 è stato un anno più difficile, ce lo aspettavamo. Immaginavamo che tutti gli avversari, mentre concludevamo vincendo la stagione passata, stessero affinando le armi per dire la loro quest’anno. Abbiamo avuto un buon inizio a Imola, poi abbiamo vissuto due gare molto complicate, Spa e Le Mans, per tanti fattori che non stiamo qui a dire.

Sono state due gare nelle quali non ci aspettavamo di dover soffrire così tanto. È andata bene in Brasile, francamente anche meglio di quello che ci aspettavamo. Forse avremmo anche potuto lottare per vincere con qualche errore nostro in meno, perché anche a noi capita di sbagliare e bisogna fare tesoro di quanto accade, cercando di capire dove vengono commessi gli errori. Poi, come d’abitudine a Fuji, è stata una gara difficilissima. Abbiamo vinto, una pista dove siamo sempre andati molto bene, così come a Spa e Le Mans, anche se lì ci sono state condizioni differenti

A Barcellona siamo stati i primi dei normali, visto che Toyota andava il doppio. Bravi loro, assolutamente, e vediamo qui come andrà. La sintesi della stagione, a mio avviso, è che abbiamo disputato una quarta annata con una macchina che, bene o male, è sempre stata la stessa. Lo abbiamo fatto consapevolmente, perché pensavamo di essere ancora competitivi e ci siamo concentrati per mettere in campo tutti gli sforzi necessari alla realizzazione della nuova vettura per l’anno prossimo. In ogni caso, credo che avremmo potuto raccogliere qualcosa in più rispetto a quanto dice la classifica attuale, sia per qualche errore nostro sia per altri motivi contingenti che non dipendono esclusivamente da noi”.

La seconda parte di stagione è stata diversa rispetto allo scorso anno? Quali sono le differenze principali?

“Le stagioni sono state completamente diverse. Se andiamo a vedere, è cambiata soltanto Barcellona, perché le altre piste erano le stesse. La grande differenza è stata il Brasile, dove a mio avviso abbiamo fatto dei passi avanti anche noi. Per il resto, più o meno, il Fuji forse è andato meglio l’anno scorso rispetto a quest’anno.

Non sono d’accordo nel dire che la seconda parte di stagione sia stata migliore. Diciamo che abbiamo preso un po’ di distacco a Barcellona, ma è difficile fare un paragone, perché quella gara andrebbe compensata con il Qatar, dove l’anno scorso comunque abbiamo fatto primo, secondo e terzo. Dunque, anche quella è andata peggio”.

wec coletta

La Ferrari #50 può ancora lottare per il terzo posto. Ci sarà una strategia per aiutarla?

“Faremo il possibile, se ci saranno le condizioni per farlo. È chiaro che bisognerà vedere come andrà la gara e come saremo posizionati. Se dovesse esserci la possibilità di aiutare la #50 a raggiungere il terzo posto, senza compromettere la gara di nessuno e qualora ci fosse la chance di ottenere una buona prestazione, assolutamente sì. Lo abbiamo già dimostrato anche l’anno scorso, quando proprio in Bahrain abbiamo fatto il massimo per concludere il campionato al primo, secondo e terzo posto”.

Quanto potrà incidere il nuovo asfalto di Monza, soprattutto in caso di condizioni differenti tra prove e gara?

“Se non piovesse, avrei la possibilità di risponderti più facilmente. Sembra che piova oggi e domani e che andremo direttamente in qualifica e in gara con l’asciutto. Ovviamente si tratta di un asfalto diverso, ma è uguale per tutti. Certamente qualcosa cambierà, perché la superficie è differente. È un peccato non riuscire a provarla prima, però non sarà né un vantaggio né uno svantaggio per nessuno: partiamo tutti alla pari. Dovremo essere veloci anche in gara nel capire come gestire la macchina. Per quanto riguarda la pioggia, avremo condizioni di bagnato nelle prime tre sessioni di prove libere e poi qualifica e gara sull’asciutto. Sono quindi due mondi diversi che scopriremo progressivamente durante il fine settimana”.

Vi aspettavate una Toyota così competitiva?

“Ci aspettavamo una Toyota competitiva, ma francamente siamo rimasti molto sorpresi, soprattutto a Barcellona. Devo essere sincero: è stata una gara nella quale, in realtà, se ne sono disputate due. Una l’ha fatta Toyota e un’altra tutti gli altri. Bravi loro, assolutamente. Però, se andiamo a vedere, hanno fatto un’ottima Le Mans, che ovviamente hanno vinto. Già prima della gara avevamo detto che, secondo noi, la favorita fosse Toyota, ma quasi nessuno ci dava credito. Infatti ha vinto, perché nel momento giusto è uscita fuori e ha portato a casa il risultato. A Barcellona credo che abbiamo visto veramente qual è il valore della loro macchina, ed è molto importante. Per essere onesti, hanno meritato il titolo perché sono stati i migliori. Certamente noi, e penso anche tutti gli altri, avremo un po’ di compiti da fare durante le vacanze”.

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Quanto e come è cambiata la squadra nel corso di questi quattro anni?

“La squadra non è cambiata tantissimo. Ovviamente, come succede in tutte le realtà, che si tratti di una squadra corse o di un team di lavoro in ufficio, c’è un’evoluzione: si cambia, alcune figure sono cambiate e continueranno a cambiare, perché c’è chi va e chi viene e si individuano posizioni da rinforzare.

C’è un mercato, perché bisogna considerare quanti costruttori sono entrati dal 2023 a oggi. Ognuno di questi, come credo sia normale, cerca di portare via persone chiave dalle altre squadre. C’è quindi un mercato in fermento che riguarda tecnici, meccanici, piloti e quant’altro. Anche noi siamo stati presi d’assalto: lo sapevamo e lo immaginavamo, e anche noi stiamo guardandoci intorno. È un’attività che non finisce mai. La squadra non è mai congelata e non lo sarà mai, così come accade per gli altri. L’importante è cercare di evolversi e non tornare indietro, cosa che non è così scontata, proprio perché cercano di portarti via i migliori. Non vengono certo a prendere quelli meno competenti”.

 

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