Il titolo mondiale di Kimi Antonelli porta anche una domanda per la Ferrari: si poteva fare qualcosa per vedere il nuovo campione italiano al volante di una Rossa? Benedetto Vigna si congratula con il pilota della Mercedes, ma respinge la lettura di un’occasione persa da Maranello.
Il riferimento è al 2018, quando la Ferrari aveva deciso di non puntare su Antonelli, ritenendolo troppo giovane. Una scelta che il successo di Kimi riporta inevitabilmente al centro dell’attenzione, senza però cambiare la posizione dell’amministratore delegato.
«Per quanto riguarda i rimpianti o meno, sono una persona che non ritiene che i se abbiano significato. Ritengo, infatti, che non abbia senso rileggere la storia sulla base di ipotesi che modificano soltanto le condizioni di partenza», ha dichiarato Vigna.
Una risposta che chiude la porta ai processi retrospettivi. Il percorso che ha portato Antonelli al Mondiale si è sviluppato attraverso scelte, opportunità e un investimento della Mercedes: immaginare lo stesso risultato cambiando soltanto il colore della macchina significa dare per scontato qualcosa che non è possibile dimostrare. Resta però il peso sportivo della domanda, davanti a un talento italiano diventato campione con una squadra avversaria.

Talento e lavoro: le due equazioni di Vigna
Nel descrivere Antonelli, Vigna ha insistito soprattutto sulla combinazione tra qualità naturali e applicazione, ricorrendo a due equazioni: «Talent più effort ha raggiunto certe skill; skill più effort ha raggiunto certi risultati».
Il talento, quindi, come punto di partenza. Il lavoro come elemento necessario prima per costruire le competenze, poi per trasformarle in risultati. È il riconoscimento di un percorso che va oltre la sola velocità e comprende la capacità di crescere, imparare e sostenere la pressione.
Il passaggio finale contiene però anche una precisazione: «A noi piace una persona che ha questa combinazione? Sì. E Kimi è la sola persona che ha questa combinazione? No».
La Ferrari riconosce dunque il valore di Antonelli, ma Vigna evita di presentarlo come un caso unico o come il simbolo di un errore da rimpiangere. Le congratulazioni al nuovo campione si accompagnano a una posizione netta: Maranello non intende rileggere il proprio passato alla luce del successo di Kimi. A misurare le sue scelte, adesso, saranno soprattutto i risultati che saprà costruire.



