La prima giornata in pista in Azerbaijan ha messo in luce una netta superiorità della Mercedes, che si è imposta in entrambe le sessioni di prove libere. Sembra essere invece più compatto il gruppo dei diretti rivali. Non ha usato mezzi termini Lando Norris, sesto nelle FP2, nel tracciare il suo bilancio di giornata: “siamo lontani chilometri”, ha dichiarato il campione del mondo. Più cauto Oscar Piastri che, nonostante il distacco di oltre un secondo e mezzo, si è detto incoraggiato dalle sensazioni provate in macchina. McLaren si è presentata a Baku con un consistente pacchetto di novità e non è da escludere che nel Day-1 parte del potenziale sia rimasto inespresso; non resta dunque che aspettare le qualifiche per responsi più accurati.
Norris: “è una coltellata al cuore quando sei così lontano”
In un giovedì di insolita azione in pista, la Mercedes è emersa con prepotenza sul gruppo, candidandosi fortemente al successo di tappa. Alle spalle delle frecce d’argento è più complicato stabilire quale sia la gerarchia dei valori in campo. Nella simulazione di qualifica delle seconde libere Lando Norris ha fermato il cronometro a quasi un secondo e mezzo dal tempo di George Russell. Sebbene non sia da escludere che McLaren possa essere rimasta ‘abbottonata’, il britannico si è espresso senza mezze misure. “Siamo a chilometri di distanza”, ha dichiarato il campione del mondo dopo le FP2. “Siamo nella posizione in cui ci aspettavamo, ma ad un secondo e mezzo.” È un gap colmabile? “Pensate sia fattibile colmare un secondo e mezzo? Non ho idea di quanto potremo avvicinarci, la macchina non sembra così male, ma è una coltellata al cuore scoprire di essere così lontani.” Il pilota britannico al ring delle interviste ha dunque lasciato prevalere il pessimismo. “Non mi importa di quanta confidenza abbia in macchina, mi interessa soltanto il ritmo. Guido qualunque macchina mi venga data, vorrei semplicemente che sia veloce e al momento non sembra esserlo più di tanto. Vedremo cosa potremo cambiare per domani.”
È parso più ottimista invece Oscar Piastri, ottavo ad una manciata di centesimi dal tempo del compagno. “È stata una giornata interessante ma produttiva, c’è molto da imparare qui con le nuove auto”, ha dichiarato a fine giornata. “A livello personale nel complesso è stata piuttosto positiva. Le FP1 sono state un po’ interrotta da un problema di affidabilità che ci ha fatto perdere un po’ di tempo, una cosa mai ideale, ma nelle FP2 abbiamo fatto buoni progressi e abbiamo espresso un buon ritmo nei long run.” In vista del quali day ha aggiunto: “il piano per domani è migliorare costantemente e sbloccare più performance, così da ridurre il divario con Mercedes e poi si vedrà cosa saremo in grado di fare in qualifica.”

Marshall sul nuovo pacchetto: “non abbiamo ancora sbloccato il pieno potenziale”
La McLaren si è presentata a Baku in una veste completamente nuova, con un pacchetto che risuona come una versione B della monoposto. La brigata capitanata da Andrea Stella e Zak Brown è scesa in pista a Baku con una vettura rivista nella sua filosofia: fondo, diffusore, cofano motore e sospensioni, per un insieme di novità che hanno cambiato la distribuzione dei flussi aerodinamici. Nel giovedì azero è stato interrogato Rob Marshall, Chief Technical Officer & Chief Designer di McLaren, che al ring delle interviste ha offerto uno spaccato sulle prime sensazioni raccolte in pista. “I dati iniziali suggeriscono che l’auto si comporta come previsto dalle nostre simulazioni, il che è un punto di partenza positivo”, ha dichiarato. “Tuttavia, è chiaro che non abbiamo ancora sbloccato il suo pieno potenziale. La prima sessione è stata leggermente interrotta e stiamo ancora mettendo a punto sia il telaio che la PU per adattarla alle esigenze uniche di questo circuito.” Marshall si è detto fiducioso di compiere progressi consistenti in vista delle qualifiche. “Storicamente siamo riusciti a progredire dalle libere alle qualifiche e questo resta il nostro obiettivo. Si tratta di costruire fiducia nei piloti, ottimizzare le configurazioni ed estrarre il potenziale prestazionale che crediamo abbia il pacchetto. Non ci sono stati shock particolari e siamo concentrati sul lavoro metodico necessario per arrivare dove vogliamo per le qualifiche.”



