La Formula 1 del 2027 farà un altro passo rispetto alla rivoluzione tecnica introdotta quest’anno. Dalla riunione della F1 Commission di Londra sono arrivate alcune modifiche importanti, a partire dalla riduzione della distanza dei Gran Premi da 305 a 290 chilometri, oltre alla decisione di eliminare l’omologazione delle trasmissioni.
La FIA ha collegato direttamente la riduzione della distanza alle modifiche che interesseranno le Power Unit dal prossimo anno, in particolare il fuel flow. In termini pratici saranno mediamente due o tre giri in meno rispetto alle distanze attuali.

È un altro tassello del lavoro iniziato durante questa stagione per correggere alcuni aspetti della prima generazione delle Power Unit 2026. Il pacchetto già concordato per il 2027 prevede infatti un riequilibrio tra parte termica ed elettrica, intervenendo sulla potenza dell’ICE, sul flusso energetico del carburante e sul deployment dell’ERS.
290 km: cambia anche la gestione energetica della gara
La riduzione da 305 a 290 km non rappresenta quindi soltanto una scelta legata alla durata dello spettacolo. Va letta insieme alla nuova architettura energetica prevista per il 2027.
Con gare più corte diminuirà inevitabilmente l’energia complessivamente necessaria per completare un Gran Premio, mentre i motoristi potranno lavorare con parametri differenti rispetto al compromesso introdotto nel 2026.
La direzione era già stata definita nei mesi scorsi. Dopo le prime gare con le nuove Power Unit, FIA, costruttori e squadre avevano concordato la necessità di riequilibrare maggiormente la componente termica ed elettrica, intervenendo anche sul fuel flow per rendere l’utilizzo dell’energia più naturale per i piloti.
Adesso arriva un’altra conseguenza: dal 2027 anche la distanza della gara viene adattata alle nuove caratteristiche delle Power Unit.
Pioggia: sparisce il limite delle tre ore
Cambia anche la gestione dei Gran Premi interrotti dalla pioggia o da altri eventi.
Attualmente una gara non può protrarsi oltre le tre ore complessive dal momento della partenza, comprese le eventuali interruzioni. Dal 2027 questo limite verrà eliminato.

Resteranno invece le due ore massime di gara effettiva, mentre verrà introdotto un orario limite – un vero e proprio hard stop – oltre il quale non sarà possibile proseguire l’attività in pista.
L’obiettivo è aumentare le possibilità di completare una gara quando lunghe interruzioni impediscono di correre, offrendo agli spettatori maggiori possibilità di assistere a un Gran Premio completo.
Parallelamente verrà introdotta maggiore flessibilità per allungare le sessioni di prove libere qualora vengano interrotte, un aspetto particolarmente importante sui circuiti nei quali il tempo a disposizione per raccogliere dati è limitato.
Via l’omologazione del cambio: più libertà ai costruttori
Interessante anche la modifica tecnica riguardante le trasmissioni.
Dopo il confronto con il gruppo di lavoro dei costruttori e la raccomandazione dello Sporting Advisory Committee, è stato deciso di eliminare l’omologazione dei cambi dal 2027.
La motivazione è quella di preservare la libertà di sviluppo dei fornitori.
Non è un dettaglio secondario considerando quanto il cambio continui a condizionare il progetto della parte posteriore delle monoposto. Dimensioni e geometrie della trasmissione influenzano infatti il packaging, la disposizione della sospensione posteriore e soprattutto lo spazio disponibile per sviluppare aerodinamicamente fondo, diffusore e carrozzeria.

Con le squadre già impegnate sui progetti 2027, l’eliminazione dell’omologazione consentirà quindi maggiore libertà evolutiva anche durante la stagione.
La Commissione ha inoltre concordato ulteriori modifiche minori al regolamento tecnico 2027 e alcuni aggiornamenti ai regolamenti sportivo e finanziario 2026. Tutte le modifiche approvate dalla F1 Commission dovranno ora essere formalmente ratificate dal World Motor Sport Council.
Il quadro del 2027 continua quindi a prendere forma: meno chilometri, una Power Unit riequilibrata e maggiore libertà sullo sviluppo della trasmissione. Non sarà una nuova rivoluzione regolamentare, ma un’evoluzione piuttosto significativa delle monoposto nate nel 2026.



