IGTC | 12 Ore Bathurst: nel caos vince la Mercedes-GMR, Rossi/Marciello/Farfus terzi

Feb 15, 2026

Matteo Pittaccio

Mercedes cala il poker al Mount Panorama vincendo per la quarta volta la 12 Ore di Bathurst, tappa di apertura dell’Intercontinental GT Challenge. Al termine del 262° giro è il trio del Team GMR a trionfare con Maro Engel, Maxime Martin e Mikael Grenier, partiti dal fondo e vincitori davanti alla Porsche High Class Racing di classe bronze, seconda a sorpresa. Terzo posto per la BMW-WRT #46 di Raffaele Marciello, Augusto Farfus e Valentino Rossi, al secondo podio consecutivo a Bathurst.

La 24esima edizione della classica maratona australiana è iniziata con il botto. Partita in notturna, la corsa è stata subito neutralizzata per il pesantissimo impatto di Christopher Mies (Ford-HRT) contro un canguro nel bel mezzo del Conrod Straight. L’anteriore della Mustang è andato distrutto, con Mies visibilmente scosso e addirittura sporco di sangue, ma illeso. L’impatto ha comportato delle conseguenze anche sulla BMW-WRT #32, obbligata ad un cambio muso.

TANTI INCIDENTI PESANTI TRA ANIMALI ED ERRORI

Nel corso delle 12 ore la Safety Car ha avuto modo di fare da protagonista per altre sei volte. Al giro 130 la McLaren di Volante Rosso si è fermata per un incidente appena dopo lo Skyline, mentre 18 giri più tardi James Golding ha perso il controllo della sua Audi R8 del Team BRM a Reid Park. Sbattendo al posteriore, l’auto ha preso fuoco, ma anche in questo caso il pilota non ha riportato conseguenze.

Ma l’incidente di maggiore impatto è stato quello di Ralf Aron e Johannes Zelger. Il primo, leader al giro 195 al volante della Mercedes Craft-Bamboo, non ha fatto in tempo a rallentare ed evitare la Porsche Tsunami RT di Zelger, fermo in diagonale in curva 15. Non avvisato del pericolo dai commissari, Aron ha colpito in pieno l’italiano, producendo un brusco rallentamento che ha innescato un incidente spaventoso. Esposta subito la bandiera rossa, l’attenzione si è subito spostata sullo stato dei piloti. Dopo qualche momento di apprensione, entrambi i piloti sono usciti dalle rispettive macchine sulle proprie gambe, venendo poi trasportati in ospedale per i controlli.

DECIMA ORA DA CINEMA

Le insidie di Bathurst hanno così creato una gara sempre compatta e indecisa. Così è stato anche e soprattutto dopo la ripartenza: la 10^ ora ha offerto uno spettacolo unico, con le Mercedes dei team 75 Express e GMR a guidare un gruppo composto da ben otto auto in lotta per la vittoria. Ai buoni stint di Valentino Rossi sono seguiti gli attacchi di Raffaele Marciello, protagonista di una meravigliosa battaglia con la McLaren-Optimum Motorsport di Marvin Kirchhofer per il terzo posto, bagarre in cui ha potuto inserirsi anche la Corvette-Johor, salita sull’ultimo gradino del podio grazie ad un meraviglioso doppio sorpasso di Nicky Catsburg in curva uno.

Gli sforzi di Catsburg sono stati però vanificati dalla rottura della ruota posteriore sinistra, collassata dopo il cambio pilota che ha ceduto il volante a Bamber. Fermatosi alla “The Dipper”, il neozelandese non ha avuto modo di riportare la Chevy ai box, ritirandosi dalla gara. La Safety Car è dunque tornata in pista e, approfittando della neutralizzazione, la BMW-WRT #32 di Kelvin van der Linde, Jordan Pepper e Charles Weerts ha rabboccato per provare a saltare l’ultimo pit stop.

TUTTO DECISO NELL’ULTIMA RIPARTENZA

La strategia, seguita anche dalla Porsche-High Class Racing di categoria Bronze, ha funzionato nel momento in cui Chaz Mostert e Jayden Ojeda si sono scontrati alla Griffins, costringendo i commissari ad appellarsi di nuovo alla Safety Car. In questo modo Kelvin van der Linde è saltato in testa, ma la gioia per il campione in carica è durata poco. Alla ripresa della corsa con 37 minuti restanti  Jules Gounon ha puntato secco all’interno della M4, tamponando e portando fuori pista il sudafricano alla prima curva. Una manovra che ha punito non solo van der Linde, 12° a fine gara, ma anche la Mercedes 75 Express di Gounon, sceso al settimo posto e impossibilitato a vincere per la quarta volta a Bathurst.

Maxime Martin ha ringraziato Gounon per il favore, ricevendo strada libera ed involandosi verso un successo che sa di rivincita dopo il ritiro del 2025, dal valore ancora più grande considerando la partenza dalla 29^ piazza. Il belga, accompagnato da Engel e Grenier, ha raccolto la bandiera a scacchi per primo, regalando a Mercedes una quarta vittoria che porta la casa tedesca ad eguagliare il record di successi di Mazda.

Se la strategia di Kelvin van der Linde non ha funzionato a causa della tamponata di Gounon, l’azzardo ha pagato per Dorian Boccolacci, Anders Fjordbach e Kerong Li. Il rabbocco in Safety Car ha portato l’equipaggio Bronze in lotta per la vittoria assoluta, con Boccolacci addirittura pressante nei confronti di Martin nei giri finali. Una seconda posizione inaspettata che si aggiunge al trionfo di classe per il team danese.

ANCORA PODIO PER LA BMW #46, GARA SOLIDA DI VALENTINO ROSSI

Il coraggio di Raffaele Marciello, la velocità di Augusto Farfus e la solidità di Valentino Rossi, autore di una gara priva di grandi errori, hanno aperto la strada al Team WRT per un podio, sudato e alla fine conquistato con appena un secondo di vantaggio sull’Audi R8 di Jamec Racing/MPC, balzata al quarto posto approfittando di una Safety Car. Cristopher Haase, Brad Schumacher e Will Brown sono rimasti vicini a Farfus, ma la M4 #46 ha avuto la meglio, tornando sul podio a distanza di un anno dalla seconda posizione del 2025.

Valentino Rossi

Tra i delusi contiamo sicuramente Waters/Mostert/Randle, portacolori di Scott Taylor Motorsport, team scattato dalla Pole. Randle si è girato nel Mountain a metà gara, perdendo quei due giri poi recuperati grazie ai vari Wave-By. Sforzi di arrivare almeno in top10 poi cestinati dal già citato aggancio di Mostert con Ojeda nell’ultima ora.

Anche la McLaren di Optimum Motorsport ha dovuto alzare bandiera bianca in anticipo, fermandosi per un calo di potenza a 30 minuti dalla fine dopo aver lottato per podio e vittoria.

FERRARI MAI DELLA PARTITA IN PRO, MA TERZA IN BRONZE

Fine settimana sempre in salita per Ferrari, nona in GT3 Pro con Davide Rigon, Daniel Serra e Jaxon Evans. La 296 GT3 non ha avuto gli strumenti per giocarsela, soffrendo specialmente nei lunghi rettilinei del primo e terzo settore. La Ferrari di Ziggo Sport Tempesta, in corsa con Lorenzo Patrese, Chris Froggatt e Ryan Wood ha invece ottenuto il terzo posto nella classe Bronze dietro alla BMW di KRC, correndo per tutta la gara con il muso danneggiato nelle fasi iniziali.

Quarto posto della Bronze per la Porsche di Herberth Motorsport, seguita dalla Lamborghini Wall Racing, portata ai vertici da Marco Mapelli nei primi stint. In Pro-Am, invece, successo Mercedes con RAM/GWR Australia, al primo posto con O’Keeffe/Hobson/Waiden.

Tutti i risultati della 12 Ore di Bathurst 2026 sono consultabili QUI

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