La Formula 1 finalmente riaccende i motori, letteralmente. Nelle fabbriche si torna a lavorare a pieno regime in vista del Gran Premio di Olanda. Le squadre stanno già arrivando al circuito per poter montare Hospitality e far giungere lì le proprie attrezzature e soprattutto le monoposto. Tra il Belgio e l’Olanda è passato un lasso di tempo abbondante, ma non tutto è stato possibile utilizzarlo per continuare il lavoro di sviluppo. Come ampiamente spiegato, e noto agli appassionati, le fabbriche hanno dovuto sottostare ad un periodo di chiusura forzata, ed andare anche loro in vacanza. Si riparte da Zandvoort con la certezza di un campionato combattuto, ma molte incognite sui valori. Nella propria analisi in apertura di weekend, Pirelli ha spiegato quelle che saranno le sfide e le incognite che le squadre dovranno affrontare al ritorno dalle vacanze.
Sorpassi difficile e strategia a singola sosta a Zandvoort, ma l’anno scorso è stato ‘caos’ e record di pit stop
La pista olandese è molto peculiare per via della sua carreggiata molto stretta – un problema che quest’anno esaspererà ancor di più la difficoltà nel superare – e per le due curve sopraelevate. La curva 3, con una pendenza di 19° e la curva 14 inclinata invece di 18°. Questo fattore rappresenta una sfida sia per monoposto e piloti, che per le stesse gomme. In questi anni abbiamo visto piloti dare interpretazioni diverse a queste curve, uno dei fattori positivi dell’introduzione di questo tipo di curve. Allo stesso tempo, questo comporta una maggiore velocità che gli stessi piloti possono portare in curva, aumentando di conseguenza i carichi a cui gli pneumatici sono sottoposti. Non a caso la Pirelli ha scelto di utilizzare per Zandvoort la gamma di mescole più dura: C1-C2-C3, confermando quanto visto la passata stagione. A questo si aggiunge la presenza di ben 14 curve in totale, quattro a sinistra e dieci a destra, che fa capire quanto stress la gomma debba sopportare nell’arco del giro.

La pista è poi soggetta al degrado termico, più che quello abrasivo – classificato come un circuito da media severità sulle gomme – solo nel caso ci siano alte temperature, cosa non così scontata. Come si è visto in Belgio, da queste parti ed in questo momento della stagione, le condizioni climatiche possono cambiare molto velocemente, e non è solito incontrare ‘tipiche temperature estive’. In Olanda la media varia tra i 14° e i 20°C, temperature dunque non troppo proibitive, che potrebbero permettere di pensare anche all’utilizzo della gomma Soft in gara, se l’asfalto non sarà troppo caldo. Infatti, come ricorda Pirelli, anno scorso Yuki Tsunoda è riuscito ad eseguire uno stint di 50 giri sulla mescola più morbida, complice temperature basse e l’arrivo della pioggia sul circuito.

Proprio la gara 2023 ha rappresentato un anomalia rispetto alle caratteristiche della pista. Solitamente i sorpassi sono difficile a la strategia preferita è quella a singola sosta, ma il variare continuo delle condizioni ha portato i team ad usare tutte e 5 le gomme disponibili (Hard-Media-Soft-Intermedia e Red Bull ed Esteban Ocon provarono anche la Full Wet), facendo registrati un elevato numero di sorpassi e l’incredibile numero di 82 pit stop nel corso della gara. Temperature più calde spingeranno all’utilizzo di gomme più dure, dovesse invece confermarsi una temperature fresca o meteo variabile, anche la Soft diventerà una variabile per la gara.



