Con tre vittorie nelle prime tre gare del Mondiale, è abbastanza naturale che la Mercedes sia oggi la prima grande sostenitrice del nuovo corso regolamentare della Formula 1. E infatti, dopo il GP del Giappone, Toto Wolff non ha nascosto tutto il suo entusiasmo per una categoria che, almeno per ora, sta riportando le Frecce d’Argento al centro della scena.
Il team principal della Mercedes, mentre si gode la seconda vittoria consecutiva di Andrea Kimi Antonelli, ha difeso con forza l’attuale filosofia tecnica e sportiva della F1, respingendo le critiche emerse nelle ultime settimane soprattutto sul fronte della gestione dell’energia e dello spettacolo in pista. Per l’austriaco, anzi, il circus sta andando nella direzione giusta.
Mercedes celebra i regolamenti: “Questo è Racing Puro. Non la pensa così solo chi vive nel passato”

Ai microfoni di Sky Deutschland, Wolff ha celebrato apertamente il nuovo scenario: “La Formula 1 sta cambiando e sta diventando racing puro. Vedere un pilota che ricarica l’energia e l’altro che la utilizza è molto emozionante. Parliamo di una scienza della corsa che si sta sviluppando ed è nelle mani dei piloti. Ma forse Max e gli altri preferivano le regole dello scorso anno, quando qui a Suzuka non vedevamo quasi sorpassi”.
Parole che spiegano bene la posizione Mercedes. Chi oggi sta davanti, e soprattutto chi sembra aver capito meglio di tutti come sfruttare i nuovi sistemi, non ha alcun interesse a smontare l’impianto normativo. E non sorprende quindi che Wolff sia tra i meno inclini a unirsi al fronte di chi chiede correzioni immediate e profonde.
Anche in conferenza, il manager austriaco ha insistito sullo stesso concetto, quasi provocando i presenti: “Nessuno può lamentarsi della mancanza di belle gare. Siete d’accordo, sì o no?”. Di fronte a una risposta piuttosto fredda, Wolff ha rincarato la dose: “Solo i conservatori, i tradizionalisti e chi vive nel passato può non apprezzarlo”.
Secondo il team principal Mercedes, la nuova Formula 1 sta premiando chi riesce a interpretare meglio il lato strategico della corsa: “Oggi abbiamo visto che tutti stanno imparando a gestire i sistemi energetici, il recupero, il deployment, il pulsante boost e i sorpassi. E allora la posizione in pista diventa cruciale, soprattutto su un tracciato come Suzuka”.
Non a caso, proprio analizzando la gara, Wolff ha sottolineato quanto fosse complicato superare: “Qui non c’erano molte opzioni per passare Piastri. E anche con le Ferrari, a volte, abbiamo faticato. A Suzuka la track position ha avuto un ruolo enorme”.
Riunione sui regolamenti il 9 aprile, Wolff. “Dobbiamo lavorare sulle qualifiche”

Il numero uno Mercedes, però, non ha chiuso totalmente la porta ai cambiamenti. Per lui il problema principale non è la corsa della domenica, ma il sabato: “Per me la gara non è un problema, dobbiamo lavorare sulle qualifiche e lo faremo a Londra il 9 aprile”.
Una linea abbastanza chiara: promuovere lo spettacolo della domenica e circoscrivere gli eventuali correttivi solo ai punti che non rischiano di togliere vantaggio competitivo alla Mercedes.
Wolff ha anche commentato il grosso tema sicurezza riemerso dopo il violentissimo incidente di Oliver Bearman, andato a muro a Suzuka dopo essersi ritrovato all’improvviso su una vettura molto più lenta in fase di recupero energia. Da questo punto di vista, il team principal della Stella ha riconosciuto che il tema esiste e va affrontato: “È qualcosa che dobbiamo assolutamente analizzare. Non vogliamo che succeda. I regolamenti sono ancora in una fase molto immatura e sono sicuro che la FIA e noi team analizzeremo l’incidente con grande attenzione per capire come evitare situazioni del genere”.
Non solo. Wolff ha ammesso anche che l’attuale gestione delle power unit e degli algoritmi può generare comportamenti troppo sensibili e poco prevedibili: “Questo è un altro aspetto su cui dobbiamo lavorare, per rendere il sistema un po’ meno sensibile. Non può succedere che il minimo rilascio dell’acceleratore provochi una situazione imprevedibile”. E poi ha aggiunto, con un riferimento nemmeno troppo velato a chi si è lamentato nel paddock: “Forse ieri una o due dichiarazioni sono state un po’ esagerate. Alcuni hanno fatto bene, altri male. Se usi tonnellate di energia nel primo settore, non devi sorprenderti se poi nell’ultimo resti senza”.
Insomma, apertura sì, ma senza drammatizzare. Wolff riconosce che qualcosa vada limato, ma continua a difendere l’impianto generale. E il motivo è semplice: oggi la Mercedes è la squadra che più di tutte sembra aver interpretato al meglio questa Formula 1.



