La vittoria di Lando Norris e McLaren a Budapest non è stata una totale sorpresa nel Paddock: le caratteristiche della MCL40 si sono dimostrate perfette per il layout dell’Hungaroring per il terzo anno di fila, ma quello in Ungheria non è il primo acuto della squadra di Woking. Senza la penalità in Belgio, Norris avrebbe potuto conquistare senza problemi la seconda posizione e avrebbe potuto anche infastidire la Mercedes di Kimi Antonelli. Nelle ultime due gare su due tracciati completamente opposti, McLaren ha messo in pista il miglior pacchetto complessivo – se si considerano le difficoltà avute da Mercedes a Budapest – e senza il tappo di Piastri, il successo del campione del mondo in carica sarebbe stato ancor più dominante. I 159 e 87 punti di ritardo da Mercedes e Ferrari rispettivamente rendono molto complicata una rimonta in ottica Mondiale, ma la squadra di Andrea Stella sarà un fattore da considerare su molte piste nella seconda parte di stagione. Quanto di questo passo in avanti è da attribuire ai recenti aggiornamenti e quanto, invece, alla nuova specifica di Power Unit utilizzata da Spa?
Norris senza rivali a Budapest: aggiornamenti ancora una volta cruciali in questa Formula 1!
Come era accaduto nel 2024 e 2025, il Gran Premio d’Ungheria è rimasta una battaglia in casa McLaren: il gran sorpasso di Piastri ai danni di Norris ha complicato la domenica per la storica scuderia inglese, che non ha potuto utilizzare la sua arma migliore per i primi 35 giri della gara. Per il terzo anno di fila, la track position dell’australiano ha limitato fortemente il passo del compagno di squadra ma era palese che il campione del mondo in carica ne avesse molto di più. Norris girava in 1.25.5 alla fine del secondo stint nel traffico di Piastri; nei giri successivi alla sosta del numero 81, l’inglese ha tenuto un passo del 1.24.6! “Da venerdì a sabato il vento è cambiato, e quello di sabato si adattava decisamente meglio alla nostra vettura. Credo che oggi il ritmo di gara sia stato molto migliore di quanto mi aspettassi”, l’analisi del primo classificato. Se nelle prime due sessioni il vento soffiava a favore sul rettilineo principale (e quindi contro nel secondo settore), per il resto del fine settimana la direzione si è invertita. Complessivamente, il carico aggiunto dal nuovo fondo si è rivelato cruciale ai fini della vittoria perché i due decimi di vantaggio sui rivali corrispondono esattamente a quanto, sulla carta, dovevano fornire gli aggiornamenti. Gli unici che potevano impensierire la vittoria dell’inglese erano Leclerc e Hamilton conquistando la track position al via o dopo la prima sosta; senza quella, la domenica ferrarista si è sciolta e ha mostrato tutti i difetti della SF-26.

A completare una McLaren eccellente, Lando Norris ha dato una prova di velocità e concretezza che poche volte è riuscito a dare in carriera: non è un segreto che le curve prolungate e in rapida successione del tracciato ungherese rappresentino terreno estremamente fertile per lo stile di guida del numero 4. Inoltre, nelle ultime gare Lando ha fatto uno step in qualifica e gara che gli ha permesso di creare un solco: Silverstone è stato un miglioramento, ma a Spa e Budapest non c’è stato confronto tra i due piloti della squadra di Woking. Il trend del confronto in qualifica si è invertito a partire dall’appuntamento di Miami: dopo un 3-0 iniziale di Piastri, adesso Norris è in vantaggio per 7-4 e un vantaggio di tre decimi nelle ultime due qualifiche ufficiali. “Dallo scorso anno ho lavorato su molti aspetti. Ultimamente mi sento molto più sicuro su come ottenere il massimo dalle prestazioni e ho lavorato a lungo con i miei ingegneri per capire questa vettura, perché non è certo facile comprenderla e capire come guidarla al limite in modo costante”, le parole di Norris.
Il resto del pacchetto a Zandvoort, Ferrari risponderà: sviluppi cruciali
L’uno-due messo in pista da McLaren e HPP ha riportato la squadra campione del mondo a contendersi le posizioni con i migliori. Il debutto del motore a combustione interna migliorato nell’affidabilità a Spa-Francorchamps ha dato uno step da non trascurare; è stata la stessa squadra a rivelare che, alla decima gara stagionale, McLaren ha avuto a disposizione gli strumenti adatti per simulare anticipatamente le prestazioni delle diverse mappe motore. Anche nello scorso fine settimana, non sono mancati i ringraziamenti da parte di Stella nei confronti del gruppo HPP: “A seguito di alcune discussioni sullo sfruttamento dell’unità motrice, è stato svolto un ottimo lavoro e credo che questa sia proprio l’evento in cui la McLaren e HPP sono riuscite al meglio a spremere ogni singolo millesimo”, le parole dell’ingegnere italiano. Tuttavia, i progressi visti a Spa-Francorchamps rispetto ad altri weekend in tracciati power limited – come Spielberg e Silverstone, dove la MCL40 aveva faticato moltissimo – hanno più a vedere con una mancanza di vere e proprie curve ad alta velocità che in alcune occasioni la monoposto fatica a digerire. Anche le condizioni di basso grip, rispetto alle previsioni iniziali, hanno sicuramente contribuito a rendere più decisivo il tempo guadagnato nel tortuoso settore centrale dove Norris è stato tra i più competitivi in tutto il weekend. La velocità in Ungheria, invece, è stata meno inaspettata: le caratteristiche dell’Hungaroring sposano perfettamente i punti di forza della MCL40 e le condizioni di alte temperature hanno permesso di estrarre il massimo anche in condizioni di gara.

Come si è visto con Mercedes in Canada, Ferrari in Spagna e McLaren in Ungheria, gli aggiornamenti sono indiscutibilmente la chiave più importante per essere competitivi nel resto della stagione. Il fondo che ha debuttato lo scorso weekend ha consentito di fare un salto in avanti di due decimi grazie all’aggiunta di carico aerodinamico; questo componente è un’anticipazione del pacchetto che sarà completato dopo la sosta, quando anche Ferrari ‘risponderà’ con un ulteriore pacchetto di aggiornamenti. Lo sforzo compiuto dall’intera squadra è stato cruciale per permettere anche a Piastri di utilizzare il fondo aggiornato a Budapest. “Mi aspetto che la vettura che alla fine della stagione si rivelerà la migliore continui a guadagnare decimi nelle prossime 11 gare, probabilmente fino a mezzo secondo”, l’analisi del TP McLaren. La squadra di Woking lavorerà in questa direzione con gli aggiornamenti programmati nelle tappe di Zandvoort e Baku. L’obiettivo è quello di rendere la MCL40 una vettura competitiva in una gamma più ampia di condizioni: la monoposto ha sempre ben figurato in gare calde su tracciati rear limited – come Miami, Spielberg e Budapest – ma manca qualcosa in altre tipologie di circuiti. Da questo punto di vista, il weekend di Spa è stato ancora più positivo rispetto a quello appena passato.



