Un terzo posto sudato e meritatissimo quello ottenuto da Charles Leclerc nel GP Giappone. Il pilota della Ferrari ha dovuto battagliare per tutta la gara con le ritrovate McLaren e con la Mercedes di George Russell, rimediando anche al penalizzante ingresso della Safety Car che lo aveva fatto scivolare in quinta posizione favorendo chi non si era ancora fermato. Una prestazione maiuscola arricchita da un gran sorpasso all’esterno nei confronti di Lewis Hamilton tra curva 1 e curva 2 e un’ottima difesa su Russell negli ultimi giri, compreso uno scambio di posizioni avvenuto tra la chicane e nuovamente il tratto che porta verso la prima curva.
Leclerc: “Il tipo di risultato da portare a casa in questo momento”
La Safety Car entrata al giro 22 dopo l’incidente di Oliver Bearman ha decisamente penalizzato i piloti che avevano già effettuato la sosta e in particolare proprio Leclerc, ritrovatosi quinto alle spalle di Hamilton dopo essere stato in lotta per il terzo posto per tutto il primo stint. Un colpo di sfortuna che il monegasco ha saputo trasformare in motivazione extra: “Abbiamo avuto un po’ di sfortuna con la Safety Car, però alla fine queste cose succedono. Dopo ho provato ad usare un po’ l’incazzatura di questa Safety Car entrata al momento sbagliato. Non ero molto fiducioso, anche se dopo, quando si riparte con la bandiera verde, si chiude la visiera e si spinge al massimo“.

Credit: Scuderia Ferrari
Parlando dei motivi per cui non riteneva possibile in quella fase recuperare il podio, Leclerc ha aggiunto ai microfoni di Sky Sport F1: “Non ero fiducioso perché avevo le gomme comunque un po’ usate e con le Hard è un po’ più difficile riportarle a temperatura ecc. Però onestamente non è stato così male alla fine. Sicuramente potevamo fare qualcosa in più se ci fossimo fermati in regime di Safety Car, ma un terzo posto oggi è il tipo di risultato che dobbiamo portare a casa finché non avremo, spero un giorno, la macchina migliore“.
I duelli in pista e la sfida a scacchi con Russell
Nella conferenza stampa riservata ai primi tre classificati, Leclerc ha poi sottolineato di aver avuto anche un inizio complesso, nonostante il terzo posto a lungo difeso sulla Mercedes di Kimi Antonelli: “Non ho molti rimpianti, penso sia stata comunque una bella gara. Non ho ancora ben capito cosa sia successo nei primi giri. Mi sembrava di essere piuttosto indietro rispetto agli altri, ma potrebbe essere stata solo un’impressione e che stessimo semplicemente facendo deploying in punti diversi. È piuttosto complesso nei primi giri, soprattutto quando tutti cercano di trovare la zona ottimale dove farlo. Ma sì, dopo, forse ho avuto meno sensazione“.

Per conquistare il podio Leclerc ha dovuto lottare dal primo all’ultimo giro, non solo con sorpassi e manovre di difesa, ma anche con la gestione dell’energia che quest’anno è fondamentale nelle fasi di battaglia: “È stata una gara divertente. I duelli con Lewis e con George… ma è stata anche una gara dura perché, con queste strategie, è tutta una questione di come giocare a scacchi e bisogna sapere dove usare l’energia, dove risparmiarla, e penso di avere un’idea abbastanza chiara di cosa fare. Non è stato facile perché ovviamente Suzuka è una pista molto difficile per i sorpassi, ma è stata una gara divertente“.
A riguardo, interessante poi è quanto raccontato da Leclerc sul duello finale con Russell: “George e il suo ingegnere erano anche piuttosto ‘impertinenti’. Il suo ingegnere gli diceva delle cose via radio, il mio ingegnere mi riferiva quello che gli veniva detto, ma lui faceva l’opposto. Questo mi ha messo parecchia pressione a un certo punto. Penso che mi abbiano detto: ‘Gli è stato consigliato di usare tutto sul rettilineo posteriore’ o forse sul rettilineo principale, e lui stava facendo l’opposto. L’ho capito abbastanza in fretta e sono riuscito a difendermi, ma a un certo punto sono stato colto di sorpresa all’ultima curva“.

Più tradizionale è stato invece il duello con Hamilton, terminato con un millimetrico sorpasso in fondo al rettilineo del traguardo: “Più o meno avevamo la stessa velocità in rettilineo e poi bisognava provarci, cosa che ho fatto. Sono stato abbastanza contento di aver mantenuto il terzo posto alla fine” ha concluso Leclerc.



