Oliver Bearman non si nasconde. Il britannico, cresciuto nella Ferrari Driver Academy e oggi pilota Haas, continua a vedere Maranello come il punto d’arrivo della propria carriera, ma allo stesso tempo mette in chiaro di non essere disposto ad attendere all’infinito che si liberi un sedile. Se, infatti, aver ritrovato Hamilton rappresenta una buona notizia per la Ferrari, le buone prestazioni del britannico rendono inevitabilmente più complicata la strada di Bearman verso il Cavallino. “È bellissimo vedere Lewis a questo livello. Vederlo vincere con la Ferrari è stato qualcosa di davvero speciale per il motorsport del Regno Unito. Certo, pensando al mio futuro non è la situazione ideale, ma ho solo 21 anni e non ho alcuna fretta. Restare alla Haas nel prossimo futuro non è affatto una cosa negativa. Credo che questa squadra stia andando nella direzione giusta e sono felice di far parte del suo percorso“.
Bearman: L’obiettivo resta Maranello, ma…

Intervenuto al Podcast Beyond the Grid, Bearman ribadisce di sentirsi profondamente legato alla Ferrari, che lo ha accompagnato fin dai tempi della Formula 3 e gli ha dato l’opportunità di debuttare in Formula 1 nel GP dell’Arabia Saudita 2024. Per questo motivo considera ancora il Cavallino il proprio approdo naturale. “La Ferrari è il dream team. Non soltanto perché faccio parte della sua Academy, ma perché probabilmente è il marchio più iconico del mondo. Il mio obiettivo rimane quello di diventare un pilota Ferrari.” Tuttavia il britannico non vuole che questo sogno si trasformi in un’attesa senza fine. “Non voglio restare fermo tre, quattro o cinque anni aspettando che si liberi un posto, perché non ci sono garanzie e rischierei di sprecare gli anni migliori della mia carriera. Il mio obiettivo finale è lottare per i campionati del mondo. Se avrò questa opportunità da un’altra parte, la prenderò. Se Ferrari non potrà offrirmela, allora sarà semplicemente perfetto.”
La crescita alla Haas e il ruolo da leader

Nel frattempo Bearman si è detto convinto che l’esperienza in Haas stia accelerando la sua crescita. Nonostante una stagione complicata sul piano dei risultati, il britannico ritiene di stare disputando il miglior campionato della sua giovane carriera e di essere ormai diventato un punto di riferimento all’interno della squadra. “Dopo il GP di Barcellona ho sentito il bisogno di parlare davanti a tutta la squadra. Volevo ricordare a tutti quanto fossimo stati competitivi all’inizio della stagione e quanto valore avesse questo gruppo. Il pilota deve essere anche una fonte di motivazione per il team e credo sia una responsabilità importante.” Ed è proprio questa maturità, unita alla convinzione di poter ancora crescere, che porta Bearman a guardare al futuro con serenità: la Ferrari resta il traguardo ideale, ma la priorità, come lui stesso sottolinea, sarà sempre quella di trovarsi nella posizione migliore per lottare un giorno per vittorie e titoli mondiali.
Del resto l’inglese ha spiegato di sentirsi oggi un pilota molto più completo rispetto al suo debutto in Formula 1. Ripensando all’esordio con la Ferrari a Jeddah nel 2024, quando sostituì all’ultimo momento Carlos Sainz conquistando uno straordinario settimo posto, Ollie è convinto che oggi potrebbe fare ancora meglio: “Se dovessi rivivere quel weekend adesso sarebbe completamente diverso. All’epoca non avevo mai guidato quella macchina, non conoscevo quelle gomme e avevo pochissima esperienza. Oggi credo che passerei facilmente in Q3 e mi piacerebbe pensare di poter lottare persino per il podio“. Non a caso l’inglesino è convinto di aver raggiungo il miglior livello della propria carriera. “Le ultime gare sono probabilmente le migliori che abbia disputato in Formula 1. I risultati non raccontano tutta la storia, perché credo di essere cresciuto molto come pilota. A volte il piazzamento finale non riflette la prestazione, ma è importante continuare a lavorare bene e farsi trovare pronti quando arriverà una macchina più competitiva“.



