Antonelli verso il titolo ma il vero esame sarà con Verstappen?

Ott 18, 2026

Andrea Vergani

La lunga attesa per il motorsport italiano sta per terminare: 73 anni dopo la conquista del titolo da parte di Alberto Ascari su Ferrari, Kimi Antonelli si sta avvicinando velocemente alla vittoria del suo primo Mondiale. Antonelli ha attirato l’attenzione di tutto il mondo dei motori fin da quando aveva poco più di dieci anni e, come Lewis Hamilton, avrà un titolo in bacheca già al secondo anno. Le difficoltà nella parte centrale della scorsa stagione hanno permesso ad Antonelli di mostrare grande resilienza grazie a un recupero tecnico degno di nota nei mesi conclusivi. Eppure nessuno poteva aspettarsi una crescita così netta al suo secondo anno nella classe regina. La sua velocità non è mai stata messa in discussione, ma quello che ha sorpreso è stata la costanza di risultati rispetto a George Russell – uno dei migliori piloti della precedente generazione di vetture. Con la conquista del Mondiale alle porte, la prova più grande per Antonelli potrebbe non riguardare la classifica ma il confronto con il pilota di riferimento in Formula 1.

Per Antonelli il percorso nasce nell’estate 2025 e passa dai nuovi regolamenti. Ora può esserci la sfida con Max

Sulle pagine di Autoracer è stato dato ampio spazio alla spiegazione tecnica dietro le difficoltà del pilota italiano nella sua stagione d’esordio. Non è un segreto che la nuova sospensione posteriore sulla vettura 2025 avesse introdotto un grado di instabilità in ingresso che influenzava negativamente l’approccio di Kimi. Dalla tappa in Ungheria, Mercedes aveva scelto di tornare a utilizzare la vecchia specifica e Antonelli ne aveva immediatamente beneficiato: il finale di stagione alla pari con Russell era un segnale importante e la conferma che la velocità non è mai mancata. Per questo non è un caso che Toto Wolff abbia scelto di investire pesantemente sui test TPC per il giovane pilota italiano negli anni precedenti al debutto in Formula 1. L’imminente conquista dell’ottavo titolo piloti in quattordici anni da Team Principal della Stella a tre punte è una vittoria anche per il manager austriaco. La scelta molto discussa di puntare su Antonelli invece che su Hamilton, che ha poi virato su Ferrari,  è stata azzeccata. L’addio anticipato dell’inglese con il sogno di guidare in Rosso ha permesso a Kimi di debuttare un anno prima in Mercedes rispetto ai piani originali di Wolff. È lecito chiedersi cosa ne sarebbe stato di quest’anno senza un’esperienza precedente a Brackley.

Le parole di Peter Bonnington, ingegnere di pista di Kimi, dopo la prima vittoria a Shanghai avevano generato scalpore ma non erano casuali. “Quando ho conosciuto piloti come Michael e Lewis, ho realizzato che c’è chi ha quello step in più di uno o due decimi, e Kimi ce l’ha. Si vede nei dati”. Pochi mesi dopo, Antonelli si avvicina al Mondiale nella seconda stagione in Formula 1: questo traguardo è stato raggiunto solamente da Jacques Villeneuve e Lewis Hamilton. Inoltre, il confronto con un pilota veloce e affermato come Russell rende la stagione ancora più sensazionale. Il parziale in qualifica recita 9-6 per Kimi con un vantaggio medio di un decimo e mezzo, in gara addirittura 9-3 nelle gare concluse da entrambi e più di due decimi di differenza nel passo. 

Il livello di costanza nelle prestazioni del futuro campione del mondo è stato ciò che ha sorpreso di più. Il primo grande errore stagionale è arrivato a fine Settembre in Azerbaijan dove Kimi ha lasciato sulla carta meno di dieci punti e ha risposto immediatamente con due weekend di alto livello a Sepang e Singapore. “Sta migliorando e imparando ogni singolo weekend. Singapore è stato uno dei suoi fine settimana più impressionanti per via della padronanza che ha mostrato nel lavorare in una situazione più sfidante con la vettura. Ci saranno piccoli errori o sbavature, ma stiamo parlando comunque di un livello altissimo”, ha analizzato Bradley Lord in un’intervista rilasciata da Mercedes.

Con velocità e costanza da campione, Antonelli sarà consacrato definitivamente nelle prossime settimane. Austin appare come tappa improbabile per avere la certezza matematica del titolo, mentre l’incoronazione sarà più probabile nelle tappe di Città del Messico o Interlagos. Il banco di prova più impegnativo, però, sarà un altro: la competizione con Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo rimane il riferimento per gli altri piloti e la capacità di essere all’altezza dell’asticella imposta dall’olandese è un metro di giudizio molto importante nel paddock. Le prestazioni delle rispettive vetture non hanno permesso ai due di incrociarsi in stagione, ma il trend recente potrà favorire questo confronto. Red Bull ha recuperato più di otto decimi da inizio anno rispetto a Mercedes e ora Verstappen è nella posizione giusta per contendersi le vittorie di tappa. L’eventuale duello tra l’esperto quattro volte campione e l’imminente erede al trono della F1 può essere uno dei temi portanti del finale di stagione. Riuscirà Kimi a reggere il confronto con ‘Super Max’?

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