Mercedes W17, la monoposto che non ha bisogno della pista giusta

Ago 16, 2026

Cristiano Sponton, Piergiuseppe Donadoni

La vettura più completa della prima metà del 2026 arriva alla pausa con un vantaggio diverso da quello delle rivali. Non possiede necessariamente il miglior endotermico, almeno secondo la Federazione, ma trasforma telaio, parte elettrica e gestione energetica in prestazione su quasi ogni circuito. Il prossimo importante sviluppo aerodinamico non è atteso a Zandvoort piuttosto a Singapore, almeno attualmente. Abbiamo già detto che l’introduzione del GP del Bahrain in Malesia potrebbe anche far cambiare i piani ma ciò, almeno ad oggi, non ancora così scontato. Anche l’eventuale aggiornamento ADUO non ha ancora una data e obbligherà Mercedes a valutare il costo sportivo delle penalità in griglia. La superiorità della W17 non nasce da un picco isolato, ma da una piattaforma con pochi circuiti ostili e una finestra piuttosto ampia. Otto vittorie, dieci pole nelle prime undici qualifiche e 379 punti descrivono la natura del progetto: Mercedes è il riferimento perché sa essere competitiva in modi differenti. Nel basso carico valorizza efficienza e deployment; sulle piste complete sfrutta stabilità, trazione e un bilanciamento leggibile. Budapest ha ridotto il margine e interrotto la serie di pole, ma non ha cancellato queste qualità.

Antonelli e Russell costruiscono il tempo in modo diverso e, soprattutto nelle ultime gare, la W17 ha assecondato soprattutto lo stile del leader del mondiale. Antonelli sfrutta la rotazione della vettura e prepara con grande efficacia la trazione in uscita; Russell chiede invece di più all’ingresso e alla frenata, senza riuscire sempre a trovare la stessa fiducia e continuità. Il divario crescente tra i due mostra che, pur offrendo una base tecnica molto competitiva, oggi la Mercedes permette ad Antonelli di accedere più facilmente al limite della monoposto. Russell, al contrario, sta faticando a trasformarne il potenziale nella stessa prestazione.

Il miglior sistema, anche senza il miglior endotermico

Nel confronto fra i motori 2026, Red Bull Powertrains resta il riferimento per la sola componente endotermica (secondo i valori di ADUO 1). Le valutazioni disponibili collocano Mercedes in una fascia compatibile con un ritardo attorno al 2%. Tuttavia, fermarsi a quella percentuale significherebbe leggere soltanto una parte del problema.

La prestazione dipende dall’integrazione fra ICE, batteria, MGU-K, software e raffreddamento. Qui Mercedes ha costruito il vantaggio: coppia elettrica utilizzabile in uscita, spinta sostenuta nei tratti sensibili e risposta prevedibile. Red Bull può quindi possedere il miglior endotermico, mentre Mercedes conserva la miglior Power Unit nel suo complesso. Per la stessa ragione, l’ADUO non fotografa la gerarchia assoluta: il Performance Index FIA misura l’ICE, non la qualità dell’ERS o del deployment.

Credit: Tomasz Mroz

La Power Unit “tedesca” non è però immune da problemi. Guasti alla batteria e anomalie energetiche hanno esposto rischi di affidabilità; il deficit di Russell sui rettilinei, poi ricondotto solo in parte alla calibrazione, ha ricordato quanto il tempo possa dipendere dal software. Nella seconda metà dell’anno l’affidabilità del sistema conterà quanto il picco prestazionale.

Zandvoort sarà un esame della W17 attuale

Il Gran Premio d’Olanda non segnerà il debutto del prossimo importante pacchetto aerodinamico sulla W17, seppur qualche novità verrà portata in pista. Zandvoort servirà piuttosto a verificare la qualità della specifica attuale su un circuito particolarmente esigente. Le curve in appoggio, il banking e la sensibilità al vento permetteranno di capire quanto la W17 riesca a mantenere un bilanciamento stabile quando cambiano carico laterale e condizioni della pista.

Mercedes ha pianificato di portare in pista il prossimo importante sviluppo a Singapore, seppur possa sembrare un weekend poco favorevole: il formato Sprint riduce il tempo disponibile nelle prove libere, mentre il caldo, le sconnessioni e la prevalenza di curve lente renderebbero più difficile separare l’effetto degli aggiornamenti da quello dell’assetto. Sepang offrirebbe condizioni più adatte per un debutto così importante. Le tre sessioni di prove consentirebbero di confrontare le diverse configurazioni, mentre la varietà del tracciato permetterebbe di valutare il pacchetto nelle frenate, nelle curve lente, nei cambi di direzione e negli appoggi veloci. Anche il caldo e l’umidità rappresenterebbero una verifica utile per il raffreddamento e la gestione della Power Unit. Il nuovo sviluppo, grazie soprattutto ad nuovo fondo, oltre a nuove ali, dovrebbe intervenire soprattutto nelle curve medio-lente e nelle transizioni, migliorando la stabilità del carico e la prevedibilità del bilanciamento proprio nelle aree in cui Ferrari e McLaren hanno ridotto maggiormente il vantaggio della Mercedes.

Il calendario: molte opportunità, due rischi differenti

Monza, Baku e Las Vegas sono i circuiti nei quali efficienza, frenata, trazione e gestione elettrica possono esaltare maggiormente la W17. Zandvoort, Austin, Qatar e Sepang restano piste da vittoria, ma Ferrari e McLaren possiedono caratteristiche capaci di ridurre il margine. Madrid sarà invece un’incognita: senza dati reali, qualsiasi gerarchia netta avrebbe più valore narrativo che tecnico.

Madring Madrid

Foto account X: @F1

Su Monza e Baku, Mercedes recupererà il pacchetto da basso carico preparato per Spa. In Belgio la specifica non era stata utilizzata perché la pista si era rivelata più scivolosa rispetto alle previsioni: con un livello di aderenza inferiore, Brackley aveva preferito la configurazione da medio carico, più adatta a garantire stabilità nelle curve e controllo degli pneumatici. A Monza, dove la riduzione della resistenza rappresenta una priorità assoluta, quel pacchetto dovrebbe invece trovare la propria finestra naturale. Anche a Baku il lunghissimo rettilineo ne valorizzerà l’efficienza, pur imponendo un compromesso più delicato con la stabilità in frenata e la trazione nel settore centrale. La verifica decisiva sarà capire se la W17 riuscirà a conservare i propri punti di forza meccanici anche con una configurazione aerodinamica più scarica.

Singapore e Messico rappresentano le verifiche più delicate per motivi differenti. A Marina Bay pesano temperatura, ripartenze e raffreddamento, oltre alla necessità di trovare immediatamente l’assetto. In Messico l’altitudine rende il bilancio termico più importante della sola potenza dell’endotermico. Abu Dhabi dovrebbe valorizzare l’efficienza complessiva della Mercedes, ma le accelerazioni da bassa velocità e il calo termico serale possono riaprire il confronto sulla preparazione delle gomme posteriori.

Il verdetto

Mercedes resta il riferimento tecnico della prima parte della stagione. La W17 non domina ogni singola area, ma continua a essere la monoposto più completa per la capacità di combinare qualità aerodinamica, trazione, gestione dell’energia e competitività su circuiti molto diversi. Ferrari e McLaren si sono avvicinate, ma non hanno ancora mostrato la stessa continuità nell’arco del campionato.

Il vantaggio costruito da Brackley, tuttavia, non è più abbastanza ampio da permettere passi falsi. Il prossimo pacchetto dovrà migliorare la W17 nelle curve medio-lente e nelle transizioni senza indebolirne i punti di forza o restringerne la finestra di funzionamento. Anche l’eventuale aggiornamento della Power Unit, che il team non conferma possa esordire a Monza, dovrà offrire un beneficio sufficientemente concreto, in termini di prestazione e affidabilità, da giustificare una penalità ormai probabile per l’introduzione di un nuovo endotermico.

La scelta del momento sarà quindi importante quanto la qualità degli sviluppi. Singapore concederebbe poco tempo per comprendere un pacchetto così rilevante e renderebbe più difficile recuperare da una partenza arretrata. Sepang, con tre sessioni di prove, un tracciato completo e maggiori possibilità di sorpasso, appare invece l’appuntamento più adatto, anche se aerodinamica e Power Unit potrebbero seguire programmi differenti.

Mercedes non ha bisogno di cambiare l’identità della W17, ma di evolverla senza comprometterne l’equilibrio. Il margine tecnico esiste ancora; la seconda parte della stagione dirà se Brackley saprà trasformarlo in sviluppi realmente utilizzabili prima che Ferrari e McLaren completino il recupero.

 

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