Riecco McLaren nel caldo di Barcellona, sfiderà Mercedes o Ferrari?

Giu 13, 2026

Andrea Vergani

Dopo il deludente fine settimana di Montecarlo, McLaren prova a rifarsi a Barcellona iniziando con il piede giusto: nelle simulazioni di qualifica Lando Norris e Oscar Piastri hanno messo a referto dei tempi eccellenti, al pari di Russell e Mercedes – “solo” secondi ieri. Non è una novità, tuttavia, che rimane Mercedes la vettura da battere sul circuito catalano: la W17 è riuscita ad essere estremamente competitiva in simulazioni di qualifica e di gara, mentre a fine sessione McLaren si è avvicinata a Ferrari con alto carico di carburante. Leclerc e Hamilton si sono scambiati le posizioni, con l’inglese piuttosto scontento con il bilanciamento della sua vettura, mentre il monegasco ha mostrato una buona prestazione complessiva e un passo avanti deciso tra prime e seconde libere. Come volevano le attese, Red Bull manca all’appello dei top team in un circuito che mette a nudo le difficoltà della RB22 in curve a media e alta velocità.

McLaren forte nel lento, Ferrari paga il dazio Power Unit anche nelle curve veloci!

Il dilemma MCL40 continua a sorprendere perché la monoposto papaya è molto competitiva (precisamente, la migliore insieme a Ferrari) nelle curve più lente del tracciato. Si è visto a Miami che una delle forze McLaren sono le curve lente, ed è questo che aveva dato molta fiducia per l’appuntamento di Monaco settimana scorsa; il venerdì di Barcellona ha confermato che Norris e Piastri sono tra i più competitivi nei tratti tortuosi, specialmente in appoggio. È da segnalare che Mercedes e McLaren si sono equivalse nei tratti power limited nei giri più veloci, un dettaglio che non segue il trend di inizio stagione dove la W17 ha dimostrato di essere uno step avanti in allungo. Con il pacchetto di sviluppi in Canada gli ingegneri di Brackley hanno aggiunto carico, ma con buona probabilità la MCL40 paga ancora un deficit in rettilineo a parità di condizioni. Nella giornata di ieri si è vista una buona Mercedes specialmente in curva 1-2-3 e nel tratto della 7-8, oltre ad essere la migliore nei tratti ad alta velocità.

Con questa generazione di monoposto e Power Unit, le curve veloci di Barcellona hanno assunto una caratteristica particolare: i dati del venerdì mostrano come le prestazioni in curva 3, 9 e 13-14 dipendono fortemente dall’erogazione elettrica nel tratto precedente. A tutti gli effetti anche queste zone diventano power limited all’interno del giro secco. L’esempio lampante è la strategia messa in atto da Ferrari nel corso delle seconde libere: nel breve allungo tra la chicane 7-8 e la famosa ‘Campsa’, Leclerc ha raggiunto i 258 km/h contro i 254 km/h dei McLaren e 247 km/h di Russell; questo ha permesso al monegasco di guadagnare, nel tratto che va fino a curva 10, un decimo e mezzo su Russell e circa la metà rispetto a Norris. Ferrari ha scelto, almeno in FP2, di sacrificare i due mini rettilinei precedenti per avere più energia a disposizione in curva 9 e avere un guadagno netto di qualche centesimo complessivamente. 

Complessivamente, il distacco dovuto al delta di Power Unit tra Ferrari e Mercedes supera i tre decimi nel giro più veloce della giornata. Quasi tutte le perdite nel primo e terzo settore sono accumulate sopra i 250 km/h dove le carenze della SF-26 sono ormai ben note. Tra le due sessioni pomeridiane ci sono stati dei buoni miglioramenti, soprattutto lato box Leclerc che ha avuto a disposizione le due sessioni, che hanno permesso di azzerare il distacco nelle curve. Nelle fasi di appoggio delle curve veloci, è possibile notare una buona Ferrari rispetto a Mercedes e McLaren, prima che entrasse in gioco l’apporto dell’unità motrice. La Rossa si comporta molto bene a bassa velocità, dove è doveroso sottolineare uno step importante in appoggio nel terzo settore, anche grazie a una buona gestione delle coperture. In particolare, lato box Leclerc non ci sono stati commenti degni di nota sui nuovi dischi e pastiglie Carbon Industrie nel corso della giornata. “È andata bene. Certo, gli ci sono voluti un paio di giri per prendere le misure, ma se l’è cavata bene”, il commento di Vasseur a riguardo.

Ferrari più vicina nei long run, Antonelli e Hamilton pagano l’assenza in FP1?

Nei long run di fine sessione Leclerc e Norris sono stati i più competitivi dietro al duo Mercedes: nel caso del numero 16 è stato un fattore positivo il degrado, nonostante la presenza di alcuni scomodi doppiati, a conferma delle sensazioni positive avute nella prima fetta di sessione. La scelta aggressiva di Pirelli, più morbida di uno step rispetto all’anno scorso qui a Barcellona, unita alle alte temperature dell’asfalto del Montmelò hanno causato un forte degrado su tutte le mescole; qualora dovessero confermarsi queste condizioni, la gara sarà probabilmente caratterizzata da una strategia a due soste. Grazie a un degrado sempre ottimo, Mercedes rimane senza dubbio la favorita: i due long run migliori sono stati di Russell e Antonelli, che con più chili di carburante è riuscito ad avvicinarsi al compagno. I principali contendenti possono essere i due piloti McLaren, che qui hanno ritrovato una vettura capace di sfidare le Frecce d’Argento specialmente sul giro secco – senza il ‘contributo’ del degrado gomme sulle prestazioni. 

“Dopo aver saltato la FP1, c’era molto da recuperare; abbiamo avuto qualche difficoltà con il surriscaldamento e nel trovare il giusto assetto della vettura, quindi ci ha lasciato del lavoro da fare per tutta la sessione”, le parole del leader del Mondiale. I sei decimi di differenza tra i due spiegano molto bene le difficoltà di Kimi, mai riconoscibile nei giri veloci e con uno scarso feeling con la monoposto. In aggiunta, i pochi tentativi concessi dagli pneumatici prima di degradare pesantemente hanno influito nella ricerca di un ritmo costante, come ha spiegato Hamilton: “Visto che fa così caldo, le gomme durano solo un giro, quindi è complicato entrare in pista e avere a disposizione praticamente solo due giri”. Gli otto decimi di distanza dal compagno nascono quasi interamente da curve a media e alta velocità: il malfunzionamento allo Straight Mode della sua ala anteriore ha causato un’importante perdita di carico che spiega il distacco tra i due ferraristi. Preoccupa maggiormente la mancanza di competitività nei long run di fine sessione, dove il gap è rimasto invariato nella media nonostante il cambio d’ala e la risoluzione dei problemi, e conferma la mancanza di feeling con la monoposto ieri.

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