Secondo le indicazioni fornite da Antonelli, il nuovo pacchetto aerodinamico ha fornito dei valori di carico aerodinamico coerenti con quanto previsto, tuttavia, il comportamento del bilanciamento della vettura si è modificato in misura superiore alle aspettative. Una correlazione soddisfacente sui valori di carico non garantisce automaticamente che la monoposto si comporti in pista come previsto. La distribuzione del carico tra i due assi, la sua evoluzione nelle differenti condizioni di marcia e l’interazione tra le diverse aree aerodinamiche determinano infatti una parte fondamentale del bilanciamento complessivo. Un qualcosa confermato anche da Simone Resta: “Riteniamo di aver effettivamente generato più carico, ma forse non nella stessa misura in ogni singola condizione operativa della vettura in pista. Questo finisce per alterare leggermente l’equilibrio dell’auto in determinate situazioni, costringendo il pilota ad adattarsi e richiedendo anche un adeguamento dell’assetto.”

Se la variazione del bilanciamento aerodinamico è superiore a quella stimata, occorre comprendere perché la nuova configurazione abbia modificato le caratteristiche dinamiche della monoposto in modo differente da quanto atteso. È su questo passaggio che il lavoro di analisi assume un’importanza decisiva: Mercedes deve capire quali elementi del pacchetto producano gli effetti desiderati e quali, invece, alterino il comportamento della vettura oltre i limiti previsti.
Il programma delle prossime gare servirà proprio a questo ed Austin offrirà una nuova occasione, più utile e probante rispetto agli ultimi due appuntamenti, per verificare le indicazioni raccolte a Singapore, mentre l’introduzione della nuova ala anteriore aggiungerà un ulteriore elemento di valutazione sull’intero weekend. Non è detto che tutte le risposte arrivino immediatamente, ma continuare a raccogliere dati sulla stessa specifica consentirà di restringere progressivamente il campo delle possibili cause.
Quanto può servire la ‘nuova’ W17 per il progetto 2027?
Antonelli ha indicato come il programma di sviluppo possa avere un’utilità anche in vista del 2027, ma c’è da sottolineare quale lavoro per Mercedes sarà utile effettuare nelle prossime gare. Non si tratta necessariamente di trasferire sulla prossima monoposto le soluzioni aerodinamiche della W17. Le restrizioni aerodinamiche imposte dalla Federazione al regolamentare 2027 porteranno infatti ad una vettura differente per concetto e vincoli progettuali e il progetto della W18 avrà una nuova base tecnica a quanto capito. Di conseguenza, sarebbe riduttivo considerare la prosecuzione dello sviluppo della W17 come un semplice esercizio finalizzato a trasferire conoscenze dirette alla monoposto successiva. Il valore del lavoro sarà soprattutto metodologico: migliorare la capacità degli strumenti di simulazione di prevedere il bilanciamento, comprendere le interazioni tra le superfici aerodinamiche e affinare il processo attraverso il quale le informazioni raccolte in pista vengono utilizzate per aggiornare i modelli in fabbrica.
È un aspetto che non riguarda soltanto Mercedes. Anche in Ferrari sono emerse indicazioni sulla distanza concettuale che ci sarà tra la prossima monoposto da quella attuale. Con un quadro regolamentare destinato a imporre scelte progettuali differenti, il trasferimento diretto delle soluzioni da una stagione all’altra sarà inevitabilmente limitato, tuttavia, anche sulla SF-26 debutteranno degli importanti aggiornamenti in questa ultima parte di stagione.

Per Mercedes, il finale del 2026 rappresenta insomma una fase in cui convivono esigenze diverse. Da un lato c’è la necessità di gestire correttamente le componenti della power unit e di sfruttare il potenziale della vettura nelle gare rimanenti. Dall’altro c’è l’esigenza di completare la validazione del pacchetto aerodinamico, comprendendo perché alcuni riscontri non abbiano rispettato le aspettative iniziali. Austin sarà il prossimo passaggio importante. Tuttavia, il risultato più rilevante per il reparto tecnico potrebbe non essere immediatamente visibile nella classifica. Se Mercedes riuscirà a spiegare la differenza tra il carico previsto e il bilanciamento effettivamente ottenuto, avrà compiuto un passo avanti nella comprensione della W17. E soprattutto avrà migliorato uno degli strumenti più importanti per affrontare e continuare serenamente la progettazione della prossima monoposto.



