24 Ore Nürburgring: vince la Mercedes #80 di Winward, Verstappen fuori da leader per un semiasse ko

Mag 17, 2026

Matteo Pittaccio

Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin vincono la 54esima 24 Ore del Nürburgring con la Mercedes AMG GT3 #80 di Winward Racing, regalando alla stella a tre punta la terza vittoria a distanza di dieci anni dall’ultimo sigillo. Dopo un duello serratissimo con l’auto gemella, la #3 di Max Verstappen, Jules Gounon, Lucas Auer e Daniel Juncadella, l’equipaggio #80 ha avuto la meglio approfittando della rottura del semiasse sulla AMG targata Verstappen Racing, tornata in pista nell’ultimo giro e classificata al 37° posto assoluto dopo aver comandato per la maggior parte della gara. Secondo posto in extremis per la Lamborghini #48 del Team ABT, davanti all’Aston Martin Walkenhorst #34 nonostante una penalità di 86 secondi.

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TANTI TOP DRIVERS FUORI NEL SABATO, WINWARD IL RIFERIMENTO

Una bandiera a scacchi della 24 Ore del Nürburgring dolcissima per Winward Racing, che dopo 156 giri ha festeggiato il successo, il terzo per Mercedes, nella durissima gara di durata nell’Inferno Verde. Come accennato in apertura, la squadra di Russell Ward si è ritrovata a dettare il passo dalla notte in avanti, contando sull’estrema competitività sia della #3 di Verstappen Racing sia sulla #80, partita al 20° posto dopo l’incidente delle qualifiche.

L’uscita dei giochi della Porsche Manthey, fuori gara dopo che Estre ha perso grip su una striscia d’olio all’altezza della YouTube corner, così come della Ferrari di Realize Kondo by Rinaldi (ko dopo un’incomprensione con una Porsche Cayman di classe Cup), dell’Audi di casa Scherer-PHX e della BMW Rowe #1, colpita da un problema al sistema di rifornimento, hanno creato una grande selezione nel primo terzo di gara. Winward, così, ha consolidato la propria leadership, acquisita grazie ad un Max Verstappen sontuoso, capace di infilare ben sette sorpassi senza privarsi di qualche brivido (come il quasi decollo nel giro di uscita dai box). Alle spalle dell’olandese si è accodata la AMG #80, forte di un ritmo solidissimo da parte di Engel, Stolz, Schiller e Martin.

La velocità di Verstappen è stata accompagnata dalla concretezza degli esperti Auer, Juncadella e Gounon, quasi mai fuori dalla zona di comfort sebbene sempre inseguiti dai compagni di squadra. Da menzionare il contatto tra Verstappen e Engel nel rettilineo Dottinger alla due di notte, sportellata ad altissima velocità in cui i due hanno rischiato moltissimo. Mercedes e Winward hanno dunque deciso di evitare ulteriori rischi, dando estrema priorità all’obiettivo del marchio, intenzionato ad interrompere il digiuno dopo dieci anni.

SOGNO INFRANTO PER VERSTAPPEN: CEDE IL SEMIASSE E TRASMISSIONE KO

Superata la notte, Verstappen ha effettuato altri due stint, restando quasi coinvolto in un contatto tra la Porsche di Dinamic GT e una  di classe Cup, scenario nel quale l’olandese ha mostrato sangue freddo smarcando la Cayman. Tuttavia, dando la macchina a Juncadella, la situazione è precipitata. Alle 11:00 circa lo spagnolo ha riscontrato rumori e vibrazioni diventate ingestibili dopo due giri di stint. Parcheggiata la AMG #3 nel garage, la squadra ha scoperto un problema al semiasse che ha causato danni collaterali, richiedendo un lungo intervento sulla trasmissione.

Niente vittoria al debutto per Max Verstappen, che dopo il successo con la Ferrari di Emil Frey nel 2025 ha sempre incontrato intoppi tra penalità, squalifiche e problemi tecnici. L’olandese, però, ha fatto la differenza e, soprattutto nella gestione del traffico, non ha lasciato molto spazio agli avversari, equilibrandosi perfettamente con i compagni di squadra.

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VITTORIA AD ENGEL/STOL/SCHILLER/MARTIN E FINALE THRILLER PER IL SECONDO POSTO

Con la #3 ai box, strada spianata, pertanto, per Engel, Stolz, Schiller e Martin, preoccupati solo e soltanto dalla pioggia caduta nel finale della gara, tanto da montare gomme intermedie nell’ultimo stint. Il quartetto ha tagliato il traguardo accolto dalla grande festa Winward, mentre a tenere alta l’attenzione sono state la Lamborghini #84 del Team ABT e la Aston Martin #34 di Walkenhorst Motorsport. Luca Engstler, Patric Niedershauser e Mirko Bortolotti sono stati indiscutibilmente i più veloci per tutta la gara, ma la foratura del primo giro ha costretto la squadra tedesca ad una forsennata rimonta, artigliando un podio che sembrava impossibile anche quando, a pochi minuti dalla fine, la direzione gara ha comminato 86 secondi di penalità per un’infrazione in Code60. Bortolotti, in pista con gomme slick, sembrava ormai relegato al terzo posto, ma quando tutto sembrava scritto ecco il colpo di scena.

A pochi metri dal traguardo lo stop di un’Audi RS3 LMS TCR in mezzo al Dottinger ha costretto la direzione gara ad appellarsi ad una slow zone e, con Bortolotti già passato sul traguardo, Mattia Drudi non ha potuto far altro che rallentare e perdere quei secondi che gli sarebbero valsi, insieme a Christian Krognes e Nicki Thiim, il secondo posto.

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Fonte: redbull.com

LA M3 TOURING SORPRENDE, LE BMW M4 E PORSCHE RACCOLGONO POCO. BUON 7° POSTO PER DINAMIC GT

Menzione d’onore per la BMW M3 Touring, nata come pesce d’aprile e diventata realtà. La station wagon di Klingmann, de Wilde, de Phillippi e Verhagen ha impressionato per tutta la gara, stampando tempi non troppo distanti dalla M4 #99 di Rowe Racing, quarta al traguardo proprio davanti alla Touring.

Bottino magro per Porsche, colpita dal ritiro della Manthey. Al sesto e settimo posto le 911 GT3-R #24 e #54 di Lionspeed GP e Dinamic GT, squadra italiana in gara con Michael Christensen, Bastian Buus e Joel Sturm, giunti davanti sia alla Ford-HRT #67, rallentata da una foratura in mattinata, sia alla BMW #77 di Schubert Motorsport, nona a fine gara.

Risultati 24 Ore Nürburgring QUI

 

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